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Cimbali, Candy Hoover, Goglio: casi concreti di servitizzazione

Tre case history che dimostrano come il passaggio da prodotto a servizio porti benefici alle aziende che innovano

11 Mag 2018

Di Federico Adrodegari
Laboratorio di ricerca RISE, Dip. di Ingegneria Meccanica e Industriale, Università di Brescia

La versione integrale di questo articolo, può essere consultata a questo indirizzo.

Il fenomeno della servitizzazione è oggi accelerato dall’emergere delle nuove tecnologie digitali, disponibili a prezzi sempre più accessibili (anche) alle PMI e in grado di agire in modo trasformativo sui prodotti, sui processi e sui modelli di business in una logica di “puro servizio”.
Casi concreti cominciano a esserci, come emerge dalle storie raccontate nei mesi scorsi, in occasione del  XVI ASAP Service Management Forum.

Cimbali

La case history Cimbali affronta un tema ormai molto dibattuto: la connessione IoT del parco installato come elemento imprescindibile per la servitizzazione. Il caso che ha visto coinvolti alcuni solution provider con Cimbali sembra confermarlo. Come primo step è stata infatti sviluppata una piattaforma cloud per la interconnessione di tutto il parco installato delle macchine. Tramite questa piattaforma, Cimbali può ora monitorare in real time le prestazioni e le modalità d’uso delle proprie macchine da caffè.

I dati acquisiti sono relativi ai consumi energetici, e alla durata e modalità di impiego della macchina, in modo che anche la manutenzione della stessa possa avvenire in modo mirato. Da remoto è anche possibile fornire supporto e assistenza, configurare la macchina in base alla miscela caricata, controllare da remoto le condizioni di funzionamento. 

Candy-Hoover

Una posizione simile, che vede i dati al centro del proprio progetto è stata presentata anche dalla case history Candy-Hoover, dove il primo progetto di digitalizzazione intrapreso dall’azienda ha proprio avuto l’obiettivo di sviluppare modelli di lavatrici smart, in grado di scambiare dati con applicazioni esterne. Oggi Candy ha intrapreso una roadmap di sviluppo che vede al centro l’Internet of Things e, più in l’intelligenza artificiale che rappresenterà il breakthrough nella progettazione e realizzazione delle prossime generazioni di sistemi intelligenti.

Goglio

Un caso interessante, che riunisce molti degli aspetti fin qui dibattuti, è stato infine quello della divisione macchine del gruppo Goglio. L’azienda ha infatti illustrato una recente innovazione realizzata per un importante cliente operante nel settore del caffè, in relazione a un contratto di full service per una fornitura di macchine per il confezionamento sottovuoto di pacchetti di caffè in polvere o in grani. Il primo step per Goglio si è svolto con un partner tecnologico, con il quale ha creato la propria piattaforma IoT, ed ha iniziato a collegare le macchine e a raccogliere dati sul cloud proprietari.

Grazie ai dati raccolti, l’azienda è in grado di conoscere le condizioni di operatività delle macchine, e misurare la produttività effettiva, l’uptime e la resa qualitativa. Questo ha permesso di sviluppare un chiaro indicatore di efficienza per ogni linea che ha poi portato all’opportunità cambiare il rapporto commerciale con il cliente, vendendo disponibilità e risultati, non più macchine di confezionamento. Un concreto esempio della radicale innovazione del tradizionale modello di business verso modelli di puro servizio. Innovazione che non può essere spiegata solo con l’introduzione di una nuova tecnologia abilitante. Infatti, ha comportato un’innovazione della fornitura sia in termini di tecnologia di prodotto che di processi e responsabilità del servizio connesso. E, non da ultimo, si è tradotto in un più ampio e intenso lavoro volto per favorire il cambiamento culturale e del modello di business.

Quali gli ostacoli maggiori verso Industry 4.0?

Ancora oggi esistono alcuni ostativi come la volontà dell’azienda di intraprendere determinati percorsi ed il reperimento di risorse adeguate, che sembrano limitare una più ampia servitizzazione della manifattura.Inoltre, una delle principali difficoltà verso l’adozione di nuove offerte orientate al servizio, risiede nella difficoltà delle aziende di gestire correttamente il rischio operativo e di sensibilizzare il cliente verso una nuova cultura del servizio.  Molti di questi temi sono al centro delle ricerche condotte da ASAP.

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