Retelit: un approccio a 360 gradi per l’Industria 4.0 - Industry 4 Business

Industry 4.0 - 360 Summit

Retelit: un approccio a 360 gradi per l’Industria 4.0

Il gruppo italiano, che parteciperà al prossimo Industry Summit, punta a supportare il cliente con soluzioni non legate soltanto all’aspetto produttivo vero e proprio

30 Apr 2021

Gianluigi Torchiani

Le sfide di Industria 4.0 possono essere affrontate al meglio con un approccio a 360 gradi relativamente al mondo industriale, non limitandosi soltanto all’aspetto produttivo. Questa la visione che una realtà importante del panorama ICT come Retelit porterà al prossimo Industry Summit, in programma l’11 maggio. Come infatti racconta Davide Giustina, AD di Up Solutions, società da gennaio 2020 parte del Gruppo Retelit, la società è in grado non soltanto di mettere sul piatto la sua storica offerta infrastrutturale (connettività, rete, cloud, data center, ecc) ma anche tutta un’altra serie di opzioni, che in gran parte discendono dall’acquisizione – avvenuta un anno e mezzo fa – di gruppo PA. Così, caso unico nel panorama italiano, Retelit è in grado di servire il cliente completamente, sia dal lato infrastruttura che piattaforme e applicativi- ERP, CRM, MES, Managed Services, Analytics, AI, proponendo servizi e soluzioni in ambito Industria 4.0. “Spesso, quando ci troviamo a parlare di Industria 4.0, si tende a pensare che non sia altro che collegare un macchinario e raccogliere dei dati. È indubbio che questo sia una parte di Industria 4.0, che però rappresenta una formula molto più ampia. Ma oggi mettere in piedi un progetto di Industria 4.0 non è più soltanto relativo all’ambito di produzione, ma comporta l’allestimento di un vero e proprio progetto globale e complessivo. In particolare, la logica è quella del closed loop manufacturing: questo significa che le nostre soluzioni intervengono molto prima della connessione del macchinario”.

Un approccio che guarda ai servizi

Ad esempio, deve essere possibile gestire anche tutta la parte, estremamente rilevante, della progettazione di un prodotto industriale, a stretto contatto con i sistemi gestionali. Successivamente, le informazioni che arrivano dalle macchine connesse permettono di ottimizzare il processo produttivo e persino di ripensare alcuni aspetti della progettazione, chiudendo il cerchio del manufacturing. “Ma non basta raccogliere i dati, occorre fare il passo successivo, ovvero tutte le informazioni prodotte devono essere utilizzate anche per fornire un servizio post-vendita ai propri clienti. In Retelit stiamo lavorando alla remote assistance utilizzando soluzioni di realtà aumentata. L’operatore poco specializzato, magari fisicamente presente in una sede dall’altra parte del mondo può così essere seguito nella risoluzione di un problema, quale ad esempio il miglioramento di un settaggio”, spiega Giustina.

Il futuro è nella Realtà aumentata

Non c’è dubbio che, anche sulla spinta del piano Industria 4.0, questo tipo di approccio si stia diffondendo tra le imprese industriali italiane in maniera sistematica, non guardando soltanto al beneficio fiscale, ma impostando un vero e proprio cambiamento organizzativo. E il 2020 estremamente particolare che abbiamo vissuto ha fornito un’importante spinta in questa direzione: “Secondo il Ceo di Microsoft, Satya Nadella, la pandemia in appena due mesi ha prodotto un’accelerazione tecnologica di due anni, facilitando la diffusione di un modo diverso di lavorare. Penso a tutta una serie di nostri clienti, in particolare in Italia, che hanno sfruttato le nostre soluzioni per controllare lo stato dei macchinari industriali, anche senza essere fisicamente presenti in fabbrica, tramite mobile e tablet, con la possibilità di intervenire magari attraverso i sistemi di remote assistance che abbiamo citato in precedenza”. Proprio la realtà aumentata, secondo Retelit, rappresenterà uno dei temi chiave per Industria 4.0 nel prossimo futuro, unitamente all’intelligenza artificiale: “Una volta che abbiamo a disposizione milioni di dati, dobbiamo sfruttarli al massimo. Questo può avvenire soprattutto dall’analisi effettuata dagli algoritmi di intelligenza artificiale, che possono aiutare a cogliere tutta una serie di informazioni nascoste, di cui non ci si potrebbe rendere conto tramite un’analisi tradizionale”, evidenzia Giustina. Retelit, infine, continuerà a prestare estrema attenzione alla sicurezza, puntando a garantire la protezione del singolo sensore dagli attacchi del cybercrime.

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Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore Gruppo Digital 360

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