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Eventi

Costruire valore e monetizzare i dati nei progetti di service transformation

Dal prodotto connesso ai dati, dai dati al valore, e dal valore alla monetizzazione. Una nuova sfida per le aziende che intraprendono un percorso di digtal servitization.

04 Dic 2018

Nicola Saccani

Professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Meccanica dell'Università di Brescia

Federico Adrodegari

Ricercatore post-doc presso il Laboratorio RISE dell’Università degli studi di Brescia

Daniela Bonetti

Ricercatore PhD, Laboratorio RISE, Università di Brescia

SKOV è un’azienda operante nel settore dell’allevamento e dell’agricoltura. Fornisce attrezzature e strutture legate all’allevamento degli animali. A partire dalle immagini relative ad animali e da sensori, l’azienda fornisce una stima accurata del peso, un monitoraggio nel tempo ed un servizio che aiuta a tenere sotto controllo la quantità di cibo fornita agli animali, ottimizzandone il consumo. Gli allevatori, oltre al monitoraggio, riescono a conseguire significativi risparmi in termini di costi del cibo e l’azienda riesce così a “monetizzare” il servizio basato sui dati, dimostrando il beneficio economico per il cliente.

Questo è l’esempio fuori dagli schemi che ha aperto il keynote del prof. Wolfgang Ulaga di INSEAD, relatore d’eccezione al recente XV ASAP Service Management Forum , che mostra come la raccolta di specifiche informazioni attraverso le nuove tecnologie possa generare in molti settori nuove forme di profitto. Tuttavia, sebbene per molte aziende l’utilizzo dei dati e la loro monetizzazione venga vista come un’impresa di sicuro successo e senza rischi, non è certamente così.

Nel libro Monetizing Data, Ulaga insieme a Liouzo identifica “i sette miti” da sfatare della data monetization:

Nell’ambito del Focus Group dell’ASAP Service Management Forum su IoT e Big Data è infatti emerso come, molte aziende ancora combattano ben prima che per “monetizzare i dati” vendendo servizi al cliente, per estrarne conoscenza e valore, anche ai fini interni. Sono anche emerse alcune storie esemplari in questo percorso verso la maturità digitale delle aziende.

Casi di applicazione

Ricoh, forte della significativa esperienza su prodotti connessi e offerta dei prodotti in modalità pay-x-use, tramite il metodo “Data To Action” punta a sviluppare un framework per intercettare e  utilizzare al meglio i dati al fine di ottimizzare i processi interni.

Lavapiù è un esempio di una piccola realtà italiana che sta affrontando con successo la sfida della digitalizzazione, lanciando sul mercato la lavanderia connessa. Ora la sfida è quella di estrarre il massimo valore dei dati raccolti, per tutti gli attori della filiera.

Un‘altra esperienza interessante emersa durante il convegno è quella di Arneg, azienda italiana leader nella refrigerazione commerciale. Grazie ai sensori e tramite le proprie strutture remotizzate, Arneg è in grado di monitorare costantemente la refrigerazione, il condizionamento, l’illuminazione e altre fonti di consumo energetico del negozio. Il cliente, è in grado così, sempre da remoto, di gestire le luci, impostare le temperature del negozio, controllare gli accessi e la sicurezza, ottimizzare i consumi tramite il controllo energetico e la conseguente riduzione degli sprechi. L’azienda quindi fornisce consulenza al  negozio per definire strategie per il risparmio energetico.

Marco Foralosso, responsabile dell’erogazione di questo servizio per Arneg, racconta il percorso seguito per renderlo un elemento distintivo nell’offerta dell’azienda. “Siamo partiti con il ‘regalare’ il servizio ad alcuni clienti, anche per testarne le potenzialità. Poi siamo passati al dimostrare i vantaggi per i clienti, fino a fissare degli obiettivi personalizzati di risparmio energetico cliente e collegare la nostra remunerazione al raggiungimento di tali risultati. Ora questa nostra competenza è diventata un fattore distintivo, promosso anche nel pre-vendita come ulteriore argomento per convincere il cliente ad acquistare i nostri impianti”.

Nuovi servizi grazie IoT e Big Data

Dallo studio di questi ed altri casi, il gruppo di ricerca del Laboratorio RISE ha categorizzato le tipologie di servizi generabili grazie ad IoT e Big Data.

Un’azienda può migliorare la propria offerta di servizi attuale, ad esempio la manutenzione tramite il controllo remoto e l’invio di segnali di allarme per anticipare i potenziali malfunzionamenti.

Oppure può sviluppare servizi completamente nuovi, che hanno un impatto sui processi del cliente, come l’energy management o il controllo del peso degli animali e dell’alimentazione.

Inoltre, si possono abilitare nuovi modelli di business,  che includono generalmente il passaggio dalla vendita di un prodotto o sistema, con la logica dell’”as-a-service”.

Infine, si possono sviluppare business paralleli che si basano sulla condivisione o vera e propria vendita dei dati ad altri attori della filiera o dell’ecosistema, che sono disposti a pagare o fornire servizi in cambio dell’accesso ai dati. È il caso dei connected car, dove la vendita dei dati raccolti, aggregati e rielaborati si profila come una promettente fonte di ricavi per i produttori.

Per maggiori informazioni consultare questo link.

ASAP Service Management Forum è la community italiana sul service management e sulla servitizzazione. Centri di ricerca universitari e aziende collaborano per l’innovazione nella progettazione e gestione dei servizi, per lo sviluppo strategico del “service business” e la gestione del cambiamento. ASAP è il punto di riferimento del panorama nazionale, e uno dei principali a livello Europeo, in materia di service management. Realizza attività di ricerca, formazione, workshop e convegni, favorendo il networking e la disseminazione.  

Per informazioni: federico.adrodegari@unibs.it

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