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L’ottimizzazione dei processi Clean-in-Place nell’industria alimentare

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L’ottimizzazione dei processi Clean-in-Place nell’industria alimentare

Fornito da: Schneider Electric

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Quali sono i rischi dovuti all’inefficienza dei sistemi CIP e cosa fare per superarli? Come mettere in atto una strategia di ottimizzazione dei processi Clean-in-Place? Quale soluzione permette di incrementare l’efficienza della produzione di almeno il 20%? Cosa fare per migliorare il tracciamento dei consumi nelle varie fasi dei cicli di pulizia?

22 Ottobre 2021

Gli attuali processi CIP (Clean-in-Place) richiedono notevoli risorse in termini di tempo, energia, acqua e prodotti chimici. Molti produttori, inoltre, non hanno un’idea chiara delle prestazioni dei loro sistemi CIP, per cui è frequente l’introduzione di misure supplementari per salvaguardare la conformità alle norme sanitarie incrementando oltre il necessario i consumi per evitare problemi di contaminazione.

Le più recenti innovazioni della tecnologia CIP consentono agli operatori degli impianti di tagliare i costi rispettando l’ambiente e le normative in materia di sicurezza, grazie a un approccio olistico che automatizza le prestazioni tramite il software. In questo modo,  l’aumento della sicurezza degli alimenti e l’incremento della produzione garantiranno la tranquillità e miglioreranno i margini di profitto.

Questo white paper, fornito da Schneider Electric, descrive i vantaggi delle nuove tecnologie Clean-in-Place. Continuando a leggere, scoprirete come:

  • evitare i rischi dell’inefficienza dei sistemi Clean-in-Place
  • mettere in atto una strategia di ottimizzazione dei processi CIP
  • incrementare l’efficienza della produzione di almeno il 20%
  • migliorare il tracciamento dei consumi nelle varie fasi dei cicli di pulizia

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