Con CI.Zero arriva un “total” wearable che grazie al digitale apre nuove vie per il tessile e per il fitness - Industry 4 Business

Trasformazione industriale

Con CI.Zero arriva un “total” wearable che grazie al digitale apre nuove vie per il tessile e per il fitness

Un esempio di trasformazione industriale che nasce dall’iniziativa di una storica azienda del mondo fashion con la creazione di una linea di abbigliamento in grado di unire l’innovazione nei tessuti con soluzioni di sensoristica, di apparati per la stimolazione e di raccolta e gestione dati. Prende così forma un nuovo percorso di sviluppo per i prodotti indossabili che consentono di erogare nuovi servizi al mondo del fitness e della riabilitazione

07 Mar 2021

Mauro Bellini

Andare oltre l’innovazione digitale che punta alla creazione di un nuovo prodotto, guardare al di là del miglioramento di logiche produttive che aumentano efficienza e qualità dei prodotti finiti. La contaminazione tra diversi settori basata sull’innovazione digitale può anche aprire nuove strade. E’ una prospettiva e un concetto che vale per tanti settori, ma ha una valenza particolare per il mondo del tessile, anche per il rapporto unico e speciale tra i prodotti e i consumatori. E qui la vera sfida della contaminazione sta nella capacità di pensare e creare nuovi percorsi di sviluppo, di rispondere a nuovi bisogni e di arrivare ad aprire nuovi mercati. Parte da questi presupposti l’idea e il percorso di CI.Zero, nato in casa Flaviatex, storica società con competenze ed esperienze nel mondo tessile e con una fortissima motivazione a intrecciare il tessuto tradizionale con la trama innovativa del digitale. Il tutto vissuto in una “fabbrica” che diventa un vero e proprio laboratorio nel quale si uniscono tante e diverse competenze: del textile, del design, della scelta dei materiali, della sensoristica, dell’acquisizione e gestione dei dati e della user experience, ovvero della capacità di gestire e governare il rapporto tra il prodotto e i comportamenti delle persone che lo utilizzeranno, creando le condizioni per progettare i servizi che potranno essere svolti e preparare le imprese e le competenze che potranno essere coinvolte.

Un punto di incontro tra mondo tessile, innovazione digitale e fitness

Innovazione dunque, come mix di competenze e come visione di un nuovo modo di interpretare il fitness, che stanno alla base di CI.Zero, grazie anche alla doppia passione di Cinzia Forante, Sportswear Manager di Flaviatex e responsabile di CI.Zero, per l’innovazione e per il fitness.

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CI.Zero nasce nell’ambito di Flaviatex, una realtà che opera nel mercato tessile della calzetteria femminile nella veste di distributore e di sviluppo di collezioni e produzione di diverse tipologie di prodotti tessili. “Con questa nuova avventura imprenditoriale – spiega Cinzia Forante – abbiamo voluto unire la passione per il nostro settore di provenienza, il tessile, con una visione che avevamo del mondo fitness facendo leva sulle opportunità che ci sono offerte dall’innovazione digitale. È partita in questo modo una attività che ci ha portato a pensare a un prodotto per il mondo dello sport che unisce l’innovazione sulle tecniche dei materiali e dei filati alla capacità di creare e gestire nuove forme di stimolazione muscolare e di raccolta e gestione analitica dei dati sulla persona”.

Tessile alla ricerca di nuovi materiali e design e innovazione digitale per data collection e data analytics

Il punto di arrivo di questo percorso è rappresentato da un nuovo approccio all’attività sportiva e all’allenamento che porta il nome di CI.Zero Fit Method, che ha la sua base in un “wearable” in forma di Total body, ovvero di un indumento progettato per mettere a contatto del corpo una serie di sensori e stimolatori, per consentire di dare vita a un metodo di allenamento e di stimolazione muscolare innovativo, sia in termini di performance, sia in termini di analisi e gestione dei dati.

Il Total body digitale consente infatti una con elettrostimolazione (EMS) che porta ad agire sulla maggior parte dei distretti muscolari in modo preciso e con la possibilità di focalizzare l’attenzione e l’impegno sportivo e la stimolazione esattamente dove serve.

Grazie a questo approccio le persone possono svolgere gli esercizi pensando prima di tutto alla user experience avendo nello stesso tempo il controllo e il monitoraggio di trainer o di esperti in qualsiasi condizione. Gli esercizi fanno leva sulla capacità di “azione” di 22 elettrodi che sollecitano appunto i maggiori gruppi muscolari e aprono le porte a nuove tipologie di servizi per il mondo delle palestre.

Una piattaforma di lavoro per il fitness basata sul wearable

Grazie al Total body i personal trainer possono infatti disporre di una sorta di “piattaforma” che permette di aumentare la possibilità di raggiungere nuovi obiettivi di tonificazione e rassodamento muscolare, piuttosto che di dimagrimento, o di sostegno a percorsi di riabilitazione o di ulteriore stimolo a forme di allenamento finalizzate al potenziamento muscolare.

“In funzione degli obiettivi definiti, il personal trainer – spiega Forante – è nella condizione di mettere a disposizione nuove tipologie di servizi innovativi, come forme di allenamento “concentrate” per rispondere alle esigenze di utenti con poco tempo da dedicare all’esercizio fisico e che nello stesso tempo non vogliono rinunciare al raggiungimento delle migliori performance possibili”.

Un nuovo modello di business: la gestione del fitness da remoto

Il Total body è un vero e proprio prodotto connesso associato ad una applicazione che permette di monitorare il lavoro svolto, l’effetto delle stimolazioni e la reattività dell’apparato muscolare. E proprio grazie a questa dimensione digitale e alla capacità di connessione per un personal trainer è possibile seguire con la massima precisione la preparazione di un atleta o di una persona che lavora anche a molta distanza. In epoca di Covid, con le limitazioni che penalizzano le attività di strutture come palestre o centri di riabilitazione, questa soluzione va incontro alla necessità degli operatori di dare continuità (business continuity) ai propri servizi anche da remoto e agli utenti di poter proseguire le loro attività con il supporto di un tecnico.

Cinzia Forante sottolinea che il progetta ha visto un importante lavoro a livello di studio della rilevazione biometrica, di posizionamento e di funzionamento degli elettrodi, in un processo che ha messo in strettissima relazione la parte di sviluppo e innovazione tessile, di scelta dei materiali e di design con quella di elettronica e digitale. “È stata fatta una ricerca fondamentale a livello di gestione della user experience – osserva -, di confort della tuta sotto tutti gli aspetti, sia in termini di portabilità, sia in termini di facilità di gestione, ad esempio per quanto riguarda lo studio dei processi e dell’impatto del lavoro a livello di igienizzazione. Siamo convinti – prosegue – che la User Experience non debba essere penalizzata dalla propensione a privilegiare la tecnologia, che non deve essere troppo invasiva, così come non deve essere faticoso gestire il ciclo di vita del prodotto. Per ottenere questo risultato siamo partiti dalla tessitura e dalla filatura di tessuti connettivi e siamo arrivati alla creazione in laboratorio dell’elettrodo. Questo componente va direttamente a contatto con la pelle e lo studio delle connessione e della connettività è determinante e deve tenere conto di fattori come l’effetto della sudorazione, del lavaggio e degli effetti del movimento. Oggi, sulla base di questo percorso di studio, siamo arrivati a produrre tute che sono in grado di  offrire nello stesso tempo il massimo comfort, di svolgere tutte le attività e di superare i 300 lavaggi”.

Una trasformazione industriale del tessile abilitata dall’innovazione digitale

Wearable CI.ZERONel percorso di innovazione, il laboratorio tessile-digitale è partito dalle fondamenta, ovvero della scelta dei materiali e del tessuto per arrivare al sistema tecnologico. “A sua volta la parte digitale – spiega Forante – è sviluppata e brevettata nel nostro laboratorio interno e si è lavorato per rendere un capo tessile interfacciabile con un dispositivo elettronico, grazie all’integrazione di sensori-elettrodi e con la corretta modalità di raccolta e gestione dei dati. La vera innovazione nella nostra interpretazione dell’elettrostimolazione – torna a sottolineare – riguarda la possibilità di facilitare la manutenzione (di renderlo lavabile in qualsiasi lavatrice), senza nessun compromesso a livello di usabilità ma permettendo di gestire la durata con un capo che può essere utilizzato direttamente a contatto con la pelle a secco”.

“Dal punto di vista dell’approccio al mercato l’innovazione digitale permette di affrontare e gestire diverse situazioni – spiega Forante -. Di base il prodotto permette un approccio di tipo B2B, in particolare per il mondo delle palestre e dei centri di fitness o di riabilitazione, ma la gestione da remoto consente sviluppi anche in modalità B2C. La logica attiene all’individuazione del prodotto finale più appropriato, alla modalità di generazione dei dati che possono essere sfruttati tramite un’applicazione in cloud dedicata e che possono permettere di dare vita a uno strumento di lavoro B2B per aziende come le palestre che erogano servizi. L’elettrodo è in grado di capire se è applicato correttamente e questo consente anche a chi opera da remoto di capire se l’utente è nella condizione ideale per affrontare la propria sessione di training. La tuta inoltre rileva dati come la respirazione, il battito cardiaco e altri dati e restituisce una serie di parametri necessari per gestire l’attività fisica. Questa soluzione, come detto, permette di applicare il concetto di remotizzazione al mondo del fitness così che gli utenti finali possano essere seguiti da chi può valutare questi percorsi di allenamento o riabilitazione anche a distanza. Accanto a questo approccio si creano le condizioni di integrazione anche a livello di CRM per allargare lo spettro dei servizi erogabili.

Il progetto CI.Zero è partito nel 2011, “e per affrontare questa trasformazione abbiamo dovuto gestire tutti un grande cambiamento di mentalità – conclude Forante – da azienda tessile basata su un prodotto mass market ad azienda tecnologica con un forte lavoro sull’innovazione che unisce tessile, digitale e fitness. Il salto è stato notevole e ha fatto partire un nuovo concetto di azienda che ha messo in parallelo l’innovazione di prodotto, di design, di processo e di modello di business”.

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