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La tecnologia traina l’Italia. Anie: “Governo insista sul piano impresa 4.0”

I dati dell’associazione confindustriale dei player dell’elettronica ed elettrotecnica: nel 2017 il settore è cresciuto del 3,8%, con un +9% sull’industria. Previsioni di fatturato in crescita per il 2018. Il presidente della federazione Giuliano Busetto: “Digitalizzazione e sostenibilità elementi primari per lo sviluppo economico del Paese”

26 Giu 2018

L’industria italiana dell’elettronica e dell’elettrotecnica torna a crescere, e si propone come “traino” del sistema economico nazionale. E’ quanto emerge dai dati sul 2017 e sulle previsioni per il 2018 di Anie, una delle principali organizzazioni confindustriali dell’industria della tecnologia italiana, che conta su oltre 1.300 aziende e 460mila addetti in quattro mercati strategici: Industria, building, energia e infrastrutture. Nel 2017 le società che fanno parte della federazione hanno registrato nel 2017 un fatturato aggregato di 78 miliardi di euro, suddiviso tra i 50 miliardi di elettrotecnica ed elettronica (rispettivamente a +2,7% e +7,8% rispetto all’anno precedente), e i 20 miliardi dei general contractor. Tra i comparti più dinamici dell’Elettrotecnica ci sono Cavi e Distribuzione energia, mentre per l’Elettronica i risultati migliori vengono da Automazione industriale e Sicurezza e Automazione edifici.

Migliorano anche i dati dell’export, con un +5,2% di media, grazie alla crescita della domanda dell’UE (+4.7%) ed extra UE (5.4%). 

“Le tecnologie di Anie rivolte al mercato dell’Industria – si legge in una nota della federazione –  confermano nel 2017 un ruolo trainante e un andamento decisamente dinamico con una crescita del 9.1% beneficiando, ancora una volta, della crescente domanda di soluzioni innovative e 4.0. Anche il mercato del Building in cui confluiscono le tecnologie di ANIE, dopo un decennio di forte debolezza, segna una crescita del 3.9%, in linea con i positivi segnali di riavvio degli investimenti che arrivano dal mercato edile. Dopo la brusca frenata dell’anno precedente, in ripresa anche il mercato dell’Energia, sia nella componente delle fonti tradizionali, sia di quelle rinnovabili, con una crescita del fatturato totale del 2.9%. Segna un andamento non positivo il mercato delle Infrastrutture e Trasporti (-5.8% rispetto al 2016) che non intercetta l’andamento registrato nello scorso anno dagli ordinativi del settore ferroviario per un disallineamento temporale nella contabilizzazione delle commesse che, invece, continuano a crescere. Decisamente positivo il fatturato legato alle esportazioni relative a questo comparto, che si attesta a un +9.4%”.

“Chiediamo al nuovo Governo di dare continuità al Piano Impresa 4.0 per proseguire il cammino virtuoso di innovazione che l’industria manifatturiera italiana sta portando avanti – afferma Giuliano Busetto, presidente di Anie – Questa stessa filosofia del fare industria ci piacerebbe che fosse proiettata sul mondo delle Costruzioni e auspichiamo quindi che si possa a breve dare attuazione a un piano Edificio Sostenibile 4.0 (un primo passo verso la città elettrica del futuro). In questa direzione, non possiamo poi non ribadire la richiesta di una piena attuazione della Strategia Energetica nazionale: più rinnovabili, più efficienza energetica e più elettrificazione della domanda. Da ultimo la richiesta più forte: concreti investimenti in Infrastrutture. Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare con il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco”.

“Una seria politica di investimenti in infrastrutture, in una collaborazione tra pubblico e privato, è ciò che serve al Paese per avviare una nuova stagione di crescita inclusiva – aggiunge Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria – Le infrastrutture, infatti, servono a collegare periferie a centri, città tra loro e l’Italia al mondo. E sono indispensabili per rafforzare la posizione geo-economica di un’Italia centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta ad est e ovest. Senza contare che un Paese come l’Italia con una forte vocazione all’export ha tutto l’interesse a sostenere la vitalità delle proprie imprese mettendole in condizione di competere alla pari con le concorrenti di tutto il mondo”

Quanto ai primi dati sul primo semestre 2018,  secondo un’indagine quali-quantitativa del servizio studi di Anie su un campione di 130 aziende rappresentative associate, espressione di un fatturato aggregato pari a 15 miliardi di euro, le imprese sottolineano una visione positiva dell’evoluzione del mercato: in particolare, il 58% (dato tendenziale) delle imprese, evidenziano una crescita del fatturato nel confronto con il primo semestre del 2017, mentre una crescita degli ordinativi è segnalata da ben il 63% delle imprese del campione con un andamento similare tra grandi, medie e piccole imprese. Sul fronte estero, il 46% segnala una crescita del fatturato nel confronto con il corrispondente semestre del 2017.

Dati che lasciano intravedere un 2018 positivo: il 57% del campione stima infatti una crescita del fatturato totale nel confronto con il 2017.

Federazione Anie  – conclude Busetto – è portavoce di un settore industriale autorevole nei numeri, tecnologicamente innovativo, strategico per l’intero Paese. Desideriamo valorizzare il prestigio e l’immagine dell’Associazione attraverso la crescita di una relazione consistente e autorevole nei confronti delle istituzioni ministeriali, supportando Confindustria e i suoi organi direttivi con competenza e serietà sui temi di comune interesse. Siamo una Federazione fatta sì da aziende ma, prima di tutto, da persone. Abbiamo un progetto e un orizzonte comune: lavorare per valorizzare l’eccellenza del nostro tessuto imprenditoriale, guardando allo sviluppo sostenibile del nostro Paese”.

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