Green Economy

ESG: come misurare l’impatto ambientale di prodotti e servizi

La impact – startup svedese Doconomy ha sviluppato una soluzione che permette di fornire al mondo delle imprese, alle organizzazioni e ai consumatori finali la possibilità di misurare e ridurre l’impatto ambientale di prodotti e servizi. Il tool sviluppato consente di calcolare il carbon footprint anche di prodotti e servizi molto complessi (come ad esempio dei pagamenti digitali)

20 Ago 2020

Mauro Bellini

Direttore Responsabile

ESG: l’importanza di misurare l’impatto ambientale

Mathias Wikström CEO di Doconomy

Il termine startup da solo non basta a rendere ragione dell’idea e delle prospettive che intende aprire la svedese Doconomy e per qualificarsi meglio l’azienda ha scelto di presentarsi come Impact Startup. Il tema dell’impatto dei prodotti sull’ambiente è significativo sotto diversi punti di vista, ma lo è in particolare per la missione che si è data la società guidata da Mathias Wikström che punta a offrire strumenti che permettono di semplificare, velocizzare e dunque diffondere su larga scala la possibilità disporre di valori di riferimento relativi all’impatto sull’ambiente di prodotti e servizi. Una misurazione che parte dal presupposto fondamentale che semplicità e velocità possono permettere ai consumatori di conoscere quali sono le “conseguenze” ambientali collegate all’acquisto che stanno effettuando o al servizio che stanno utilizzando e alle imprese di mostrare e valorizzare i risultati del loro impegno in termini di riduzione dell’impatto ambientale.  

L’ESG ha bisogno prima di tutto di dati e di conoscenza

La svedese Doconomy ha lavorato per sviluppare un tool che consente di calcolare il carbon footprint anche di prodotti e servizi molto complessi (come ad esempio nel caso dei pagamenti digitali, si legga in proposito questo articolo: Misurare l’impatto ambientale dei pagamenti e delle transazioni con l’indice Åland). Il 2030 Calculator permette prima di tutto di disporre di un calcolo veloce del product carbon footprint e mette a disposizione dati utilizzabili anche a livello di etichettatura dei prodotti e dunque permette una comunicazione e una crescita di consapevolezza verso produttori e consumatori che possono anche in questo modo attivarsi per contribuire, con le loro scelte quotidiane, a raggiungere una consistente riduzione delle emissioni e per contribuire all’obiettivo di una diminuzione del 50% entro il 2030.

ESG: trasparenza come fattore abilitante

Il fattore chiave proposto da Doconomy è rappresentato da due parole chiave: trasparenza e fiducia. Da una parte la misurazione permette ai consumatori di confrontare i prodotti anche in base al loro carbon print, aggiungendo un parametro importate nella loro valutazione che si aggiunge ai criteri legati alla qualità, alle prestazioni e al prezzo, e in questo modo abilita e favorisce un cambiamento necessario nel loro comportamento rispetto all’impegno quotidiano in termini di azioni per ridurre l’impatto ambientale di tutti i prodotti. Il tema della trasparenza è poi fondamentale per creare condizioni di maggiore fiducia rispetto all’impegno delle aziende in generale in merito alla volontà di gestire il loro impatto ambientale.

La complessità di mettere a disposizione dell’ESG dati su tutto il ciclo di produzione

Il 2030 Calculator di Doconomy
Il 2030 Calculator di Doconomy

Il calcolo del carbon print è una operazione complessa, se si innesta all’interno di un percorso di LCA (Life Cycle Assessment) e richiede temi e costi importanti. Questo impegno rappresenta un ostacolo in termini di diffusione presso imprese e organizzazioni di medie o piccole dimensioni. La sfida di Doconomy con il servizio 2030 Calculator è proprio quella di produrre risultati in tempi brevi, con costi molto accessibili permettendo in questo modo alle imprese di comunicare in modo molto concreto i risultati che stanno ottenendo in termini di riduzione dell’impatto ambientale e consentendo ai clienti e ai consumatori di scegliere in modo più consapevole.

ESG: il 2030 Calculator di Doconomy parte dal mondo dell’abbigliamento

Una delle prima versioni del 2030 Calculator di Doconomy è pensato per sensibilizzare un settore che interessa una vasta platea di consumatori e che incide in modo importante a livello di impatto ambientale. Il settore della moda e più in generale dell’appareal può contare sulla gestione di questi dati e tra i prossimi obiettivi figurano settori che interessano a loro volta una grandissima quantità di consumatori come quelli del food & drinks, del mondo furniture e dell’elettronica di consumo. Tutti ambiti nei quali la produzione di beni ha purtroppo un rilevante impatto a livello di generazione di gas serra. In tutti i casi il “Calcolatore” è concepito per fornire un servizio gratuito ai consumatori ed è impostato per gestire un calcolo relativo ai consumi di tutta la filiera produttiva.

ESG e calcolo del carbon print: le fonti dei dati e la metodologia

L'Alan Index alla base del progetto Doconomy
L’Alan Index alla base del progetto Doconomy

La proposta di Doconomy per calcolare il carbon footprint di ciascun prodotto e servizio ha come presupposto l’utilizzo come fonte primaria di un database di dati relative a emissioni di CO2e generati da materie prime, da processi di lavorazione e da materiale relative a packaging e a servizi legati alla produzione (trasporto e gestione). Il 2030 Calculator associa il peso di ogni prodotto e i materiali che lo compongono all’energia necessaria per produrlo o per assemblarlo tenendo conto di fattori legati alle categorie merceologiche alle quali appartiene, all’area geografica nella quale avviene la produzione, alla quantità di imprese coinvolte, alle facility che vengono impegnate e alle risorse che contribuiscono anche indirettamente alla realizzazione del prodotto finito. Per arrivare a generare un dato finale, comprensibile e valido per i consumatori e per le imprese, Doconomy si avvale di una serie di fonti indipendenti come l’ICE (The Inventory of Carbon & Energy by the University of Bath), come IVL (the Swedish Environmental Institute) e come DEFRA (the UK government Department of Energy, Foods & Rural Affairs).  Per quanto attiene ai dati relativi alla componente energetica  la soluzione adotta come fonte per i paesi europei l’AIB (Association of Issuing Bodies) e per i paesi extra-Europei l’IEA (the International Energy Agency).  La componente relativa ai trasporti è calcolata utilizzando Google Maps Places API e il dato relativo alle emissioni è gestito grazie a NTM (Network for Transport Measures).  I dati forniti da 2030 Calculator includono un mix di valori di CO2 e di CO2e mentre il carbon print finale è calcolato in Kg di CO2e

A proposito di ESG, Environmental Social Governance leggi anche il servizio ESG: che cos’è e perché sta influenzando economia e finanza

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