Commercio elettronico

Il settore del fashion alla sfida dell’e-Commerce

Enterprise Service Bus (ESB) e Service Oriented Architecture (SOA) sono strumenti che permettono di ottimizzare la gestione delle infrastrutture digitali, ottenendo una riduzione fino a quindici volte dei costi per queste operazioni

12 Giu 2020

Michele Iliano

business unit manager E-Business di Innovery

Tra i comparti più colpiti dall’emergenza Covid troviamo il fashion, a cui la chiusura degli store fisici ha arrecato gravi danni sulle percentuali di vendite. Proprio per tali motivi questo settore, più di altri, ha iniziato a guardare all’e-commerce da un punto di vista differente: non più solo uno degli asset di vendita per attirare clienti, ma come strumento essenziale, il nuovo fulcro su cui puntare per incrementare le vendite della società.

La crisi ha infatti anche sconvolto le abitudini dei consumatori italiani: secondo recenti indagini, in questo periodo di quarantena sono stati oltre 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, un numero che testimonia un forte cambio di paradigma degli acquirenti, che ora si approcciano con una minore diffidenza agli strumenti di acquisto digitali.

La maggior fiducia dei cittadini unita alla necessità imposta dal Covid-19, ha portato a una crescita in tutto il mondo del commercio digitale: basti pensare che in Cina, in pieno lockdown, le vendite online hanno raggiunto picchi molto elevati, con aumenti anche del +250%. Un’accelerazione sicuramente favorita dalla crisi, ma che trova radici da un trend storico già in atto che vede una costante riduzione di acquisti nei negozi fisici, che subiscono un calo di vendite annuo di circa il 5%. Si tratta di una tendenza apparentemente irreversibile. Non è una questione di singolo brand, di Paese o di posizione: dopo un momento di picco successivo all’apertura, il numero dei clienti che entrano nei negozi diminuisce.

Enterprise Service Bus (ESB) e Service Oriented Architecture (SOA) per ottimizzare la gestione delle infrastrutture digitali

Le aziende del fashion dunque possono e devono sfruttare la crisi per rilanciare sistemi innovativi per i propri e-store. Alcuni brand, come Kering, hanno dimostrato da subito l’attenzione al tema, decidendo di internalizzare la gestione di questo asset, con un’inversione totale sull’argomento rispetto alla tendenza seguita delle imprese fino al 2018. Sono aziende decise a puntare sulla tanto citata omnicanalità, e per perseguirla servono infrastrutture digitali all’altezza della sfida, che siano agili e versatili al tempo stesso.

Alcune soluzioni per le aziende potrebbero essere gli Enterprise Service Bus (ESB) e le Service Oriented Architecture (SOA), strumenti che permettono di ottimizzare la gestione delle infrastrutture digitali. Proviamo a spiegare meglio: la complessità dell’infrastruttura digitale di un sito e-commerce è data dalla necessità di far parlare tra loro linguaggi di programmazione differenti.

Ogni parte di questo ecosistema spesso utilizza un linguaggio di programmazione diverso, quindi – nel caso di un sito e-commerce – per completare un ordine sono necessari diversi passaggi tra le varie componenti del sistema. Il farraginoso collegamento tra le varie parti della catena è un problema a cui si può rimediare con sistemi come appunto gli ESB, il cui compito è di fatto quello di tradurre i diversi linguaggi per assicurare un collegamento più veloce tra i processi e le informazioni per avere un miglior allineamento tra IT e business goal.

I vantaggi di queste soluzioni sono molteplici: infatti questi software permettono una riduzione fino a quindici volte dei costi per queste operazioni. Immaginiamo infatti di voler aggiornare il catalogo vendite, in questo caso bisognerebbe svolgere diversi passaggi – andare a toccare l’applicazione di gestione degli ordini, di gestione magazzino, il front web, etc. Se ogni volta si dovesse ricreare e aggiornare il catalogo, l’intercambio di messaggi tra tutte queste applicazioni, si avrebbe un enorme dispendio di costi e anche ovviamente di tempo, rispetto a utilizzare un bus di comunicazione.

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A livello organizzativo inoltre, l’utilizzo di queste soluzioni aiuta a velocizzare le operazioni online e offline, dall’acquisto alla consegna automatizzando la gestione dell’intercambio di messaggi interapplicazione e minimizzando le attività manuali degli operatori. Per il comparto del fashion inoltre, software del genere sono ancora più necessari perché si devono creare dei prodotti su misura.

Automatizzare la supply chain

La complessità da gestire è normalmente elevata visto la lunga catena di distribuzione inglobata in un processo d’acquisto on line. La fabbricazione di un capo passa da fase interna progettuale (disegno), alla fabbricazione, con comunicazione con provider di materiali normalmente esterni (in ambito IT conosciuto come ambito B2B, Business to Business), alla gestione del magazzino o dei magazzini o di qualunque punto di stock (anche uno store puó essere considerato un magazzino), alla creazione del package, alla delivery, normalmente affidata a terzi. Ogni singolo punto di questa lunga e complessa supply chain tra entitá interne ed esterne, deve essere automatizzata, rapida e, conseguentemente, si trasforma in un potenziale punto di errore/blocco.

Infrastrutture ESB garantiscono che le comunicazioni siano sempre in real time, permettono la creazione di workflow operativi tra i differenti applicativi involucrati, fino a gestire le dipendenze tra loro e, se correttamente utilizzate, a gestire in modo automatizzato eventuali incidenze.

I piú moderni motori ESB includono e supportano le sopracitate infrastrutture SOA, basate su intercambio di web service su protocollo https, APIRest, protocollo orientato all’esposizione e gestione di microservizi che garantiscono la possibilitá di granularizzare le richieste da getire tra differenti applicativi, ottimizzando i tempi di risposta. Un microservizio é una operazione elementare che una appliczione richiede ad un’altra per poter continuare il suo flusso. La risposta a un microservizio gestito attraverso ESB è praticamente istantanea. Non viaggiano informazioni ridondanti e/o inutili, solo lo stretto necessario, con velocizzazione dei flussi comunicativi fino a un 80%.

Conclusioni

Negli ultimi tre anni le aziende si stanno adattando alla naturale migrazione al mondo cloud (tanto private come private e hybrid). Ciòpermette ai clienti, tra l’altro, di alleggerire l’infrastruttura IT fisica da gestire, esternalizzando la gestione della stessa (con tutte le attività di maintainance, disaster recovery, high aviability correlate).

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Michele Iliano
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