Sinergia tra manifattura e università per realizzare l’Industria 4.0 nel segno della sostenibilità

Nell’ambito del progetto europeo InnoPeer AVM, la Fondazione Democenter-Sipe di Modena lancia una sfida al mondo produttivo emiliano-romagnolo, sottolineando la necessità di una sinergia tra pubblico e privato per supportare la transizione all’Industria 4.0

30 Giu 2020

Claudia Costa

Creare un ecosistema che colleghi le grandi aziende, le PMI e i centri di ricerca del territorio, le Università e le associazioni di categoria, per una crescita tecnologica parallela. Il tutto sotto la supervisione delle istituzioni locali. È questa la sfida lanciata dalla Fondazione Democenter-Sipe di Modena al mondo produttivo emiliano-romagnolo nell’ambito del progetto europeo InnoPeer AVM che, finanziato dal programma Interreg Central Europe, si propone di sviluppare e testare un primo completo programma di qualificazione transnazionale AVM (advanced manufacturing) sulla base delle esigenze delle aziende dell’Europa centrale.

“Se vogliamo colmare il gap che ancora ci separa dal resto d’Europa, è necessario implementare ulteriormente il modello emiliano-romagnolo e adottarlo a livello di sistema Paese. Per questo serve una regia pubblica in grado di pianificare gli interventi infrastrutturali necessari e supportare la transizione anche dal punto di vista economico e finanziario” commenta Barbara Bulgarelli, Direttore Fondazione Democenter.

Industrie e università devono comunicare per il salto di qualità

L’Emilia può contare su una rete consolidata di scuole di formazione professionale e universitaria, su un know how tecnico diffuso e su una propensione mentale rivolta all’innovazione e alla ricerca. A ciò si aggiunge, la vicinanza geografica alle principali città d’arte italiane e la consolidata tradizione enogastronomica, che la rendono attrattiva per i professionisti di tutto il mondo. Eppure, come ha sottolineato Alberto Papotti, segretario di Cna Modena, per l’83% delle imprese manifatturiere della provincia, l’Industria 4.0 resta un mistero, solo il 20% ritiene prioritario un investimento in tecnologia.

“Ciò che serve all’intero territorio per fare un salto di qualità, è un sistema di vasi comunicanti di cui gli enti locali per primi devono farsi promotori” hanno osservato Gianluca Capodimonte, Head of Environmental & Occupational Sustainability di Philip Morris International, e il presidente di Tetra Pak ItaliaFrancesco Faella, le due multinazionali che hanno scelto proprio l’Emilia-Romagna per insediare i loro stabilimenti produttivi all’avanguardia.

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Realtà associative come Unindustria da un lato e Art-Er dall’altro, hanno un ruolo fondamentale nell’agevolare la comunicazione tra questi due mondi: il primo, attraverso progetti specifici che puntano allo sviluppo di una manifattura di eccellenza ad alto contenuto tecnologico e digitale; la seconda, indirizzando il sistema delle università e dei centri di ricerca verso una sinergia sempre più stretta con il mondo imprenditoriale.

Immagine fornita da Shutterstock.

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