Google Point of View

Al via le Google Cloud Region italiane: due asset importanti per la modernizzazione delle imprese

Già operativi i tre data center su Milano, nei prossimi mesi sarà il turno di quelli di Torino. Un progetto di ampio respiro che vede Google Cloud collaborare in stretta sinergia con TIM. Rilevanti gli effetti positivi su economia e occupazione

Pubblicato il 08 Lug 2022

cloud

Un’opportunità per le imprese e per l’intero sistema Paese.
È questa la chiave di lettura con la quale bisogna leggere il lancio delle due Cloud Region Italiane, realizzate a Milano e Torino da Google Cloud, in collaborazione con TIM.
Tre data center a Milano, già operativi dal mese di aprile , cui ne seguiranno altrettanti sulla città di Torino e che rappresentano per Google Cloud un unicum in Europa. L’Italia è per ora l’unico Paese nell’area EMEA ad ospitare due region, portando così la propria rete mondiale a un totale di 34 region e 103 zone di copertura.
Un investimento importante, che dimostra l’impegno di Google a supportare il percorso di Digitalizzazione del Paese , rendendo disponibili tecnologia, infrastruttura, capabilities, analytics, strumenti evoluti.

Un cloud pensato per le imprese e a “misura” d’Europa

Insieme a TIM, Google Cloud ha pensato a rendere disponibile un cloud realmente pensato per le necessità delle nostre imprese in termini di disponibilità, affidabilità, capacità computazionali, scalabilità e del tutto compliant con quanto richiesto dalle normative vigenti e dalle policy di molte aziende per quanto concerne la data sovereign ty .
I tre data center milanesi, ad esempio, si trovano all’interno di un triangolo posto nella cintura del capoluogo e distano non più di 15 km l’uno dall’altro, con l’obiettivo non solo di garantire la continuità di servizio in caso di failover, ma soprattutto di poter operare con un recovery point objective e un recovery time objective .
Le imprese possono così contare su bassa latenza per tutte quelle applicazioni che richiedono una gestione di dati real time, su una scalabilità adeguata a sostenere importanti picchi di carico, e in generale su infrastrutture e servizi gestiti secondo i più stringenti standard di sicurezza.
Inoltre TIM, ha collaborato con Google Cloud nella progettazione delle nuove region proprio con l’obiettivo di rappresentare un nuovo punto di riferimento per il mondo delle imprese, a supporto di tutti quei percorsi di modernizzazione non solo infrastrutturale ma anche applicativa, che oggi più che mai hanno bisogno di una forte spinta di accelerazione.

Il ruolo dei partner e l’attenzione alle PMI

Insieme a Google Cloud e TIM, centrale è anche il ruolo di partner e ISV, che supportano l’ i erogazione di servizi e soluzioni allo stesso mondo delle imprese cui le Cloud Region sono destinate.
Sono proprio queste realtà, alcune delle quali con forti competenze di dominio, a gestire i servizi professionali e i progetti implementativi che possono far crescere soprattutto le piccole e medie imprese italiane.
Quelle stesse PMI per le quali Google Cloud e TIM, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, hanno pensato l’iniziativa Opening Future. È un progetto che si propone di rendere disponibili risorse tecniche e percorsi formativi a studenti, startup, piccole e medie imprese, con un obiettivo ambizioso: arrivare a raggiungere 20.000 realtà del Paese, metà delle quali proprio nel segmento PMI.
Nel contempo, con il programma Google Cloud Pro, lanciato nel 2021, si indirizzano anche le esigenze della community degli sviluppatori, con l’obiettivo di far crescere le loro competenze sul cloud. Finora ha già toccato 7.000 professionisti e molti al tri ancora conta di coinvolgerne, ora che le R egion iniziano ad essere operative.

Focus sulla sostenibilità e sull’impatto

E in un momento in cui i temi legati alla sostenibilità ambientale alla transizione ecologica assumono carattere di urgenza, Google sottolinea come anche nella realizzazione delle due R egioni cloud italiane non è venuta meno al proprio impegno che l’ ha portata ad essere carbon neutral nel 2007.
Dal 2017 Google acquista tanta energia sostenibile quanta ne consuma e si è posta l’obiettivo di diventare carbon zero entro il 2030.
Un impegno che si riverbera verso le region e che coinvolge anche le aziende che ne utilizzeranno i servizi.
Attraverso le console di gestione, infatti, vengono rese disponibili informazioni di dettaglio sull’impatto ambientale e il carbon footprint delle operation: informazioni preziose, che le imprese possono inserire nel loro bilancio ambientale.
Nel quadro della sostenibilità, o, per essere più precisi, delle tematiche ESG (Environmental, Social e Governance) che sempre più spesso accompagnano iniziative di questa portata, è stata fatta anche una valutazione dell’impatto occupazionale ed economico che le due Google Cloud R egion avranno per i territori sui quali sorgono?, dunque Lombardia e Piemonte.
Secondo uno studio dell’Università di Torino, che ha analizzato non solo le fasi di realizzazione e messa in esercizio, ma ha provato a stimare costi e benefici sui primi tre anni di attività, si parla di 3,3 miliardi di euro di impatto economico e di 65.000 nuovi posti di lavoro creati entro il 2025. E non è poco.

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Maria Teresa Della Mura
Maria Teresa Della Mura

Giornalista, da trent’anni segue le tematiche dell’innovazione tecnologica applicata ai modelli e ai processi di business.Negli ultimi anni si è avvicinata al mondo dell’Internet of Things e delle sue declinazioni in un mondo sempre più coniugato in logica smart: smart manufacturing, smart city, smart home, smart health.

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