PLM - Product life management: cos'è e perché digitalizzare il ciclo di vita dei prodotti - Industry 4 Business

Smart Manufacturing

PLM – Product life management: cos’è e perché digitalizzare il ciclo di vita dei prodotti

Il PLM è la gestione del ciclo di vita del prodotto attraverso specifiche attività strategiche e operative, che oggi si realizzano con software dedicati. Quali sono i vantaggi dell’utilizzo del PLM? E come digitalizzare un prodotto?

26 Mar 2021

Josephine Condemi

Giornalista

Cos’è il Product Lifecycle Management e a cosa serve

Il Product Lifecycle Management (PLM) è la gestione del ciclo di vita del prodotto: l’insieme delle attività strategiche e operative che caratterizzano ogni fase del processo produttivo, dalla progettazione e il lancio sul mercato, passando per l’utilizzo, la manutenzione e il service fino alla dismissione e lo smaltimento.

WHITEPAPER
Data-Driven Manufacturing: come usare i dati per trasformarli in business
IoT
Manifatturiero/Produzione

Metodologie e strumenti che servono a definire il prodotto, gestirne l’evoluzione, monitorare i processi aziendali attraverso la condivisione delle informazioni non solo tra le diverse funzioni interne ma anche con tutte le figure esterne coinvolte: progettisti, fornitori, distributori, clienti.

Una visione olistica del prodotto presuppone infatti una gestione strategica di dati, informazioni, processi e risorse relative ad ogni fase più facilmente raggiungibile con il supporto di soluzioni informatiche: PLM è quindi anche sinonimo di appositi software che non si limitano ad informatizzare i processi, ovvero riprodurli in forma digitale, ma ad integrarli e ripensarli secondo gli obiettivi aziendali e l’analisi del contesto, con la valorizzazione delle pratiche e metodologie che nel tempo hanno prodotto i migliori risultati.

Un software PLM integra le altre soluzioni come l’ERP – Enterprise Resource Planning per la pianificazione delle risorse, il MES – Manufacturing Execution System per il monitoraggio e controllo della produzione, l’SCM – Supply Chain Management per la gestione dei fornitori e delle operazioni di logistica, il CRM – Customer Relationship Management per la gestione dei rapporti con i clienti.

Non è un caso che le suite in cloud più avanzate di PLM consentano di realizzare un digital twin, un gemello digitale che è una copia perfetta delle informazioni che descrivono il prodotto e che aiuta a esplorare le varie possibilità di scenario nelle diverse fasi del ciclo di vita, con conseguente riduzione dei costi e maggiore efficacia nelle decisioni.

PLM

Le 4 fasi del PLM e i vantaggi per le aziende

Le quattro fasi del PLM sono: creazione/progettazione, produzione, funzionamento e smaltimento. Il PLM consente di ottimizzare le relazioni tra le organizzazioni, massimizzare il valore del ciclo di vita del portafoglio prodotti in azienda, dotarsi di un punto unico di accesso ed elaborazione delle informazioni di prodotto, monitorare processi e prestazioni con conseguente riduzione dei costi.

PLM Fase 1: Creazione/progettazione

La progettazione del prodotto prevede una prima fase di pianificazione, in cui, sulla base della strategia aziendale, vengono definiti gli obiettivi del progetto, il target di riferimento, presupposti e vincoli relativi agli obiettivi di business e le normative vigenti. Si identificano quindi i bisogni del target di riferimento e vengono sviluppati e valutati diversi concept di prodotto, che ne descrivono forme, funzioni e caratteristiche. La fase successiva è la progettazione dell’architettura del prodotto e dei suoi sottoinsiemi, cui segue la progettazione di dettaglio che include il processo di produzione. Seguono il collaudo e la messa a punto.

Il PLM in fase di progettazione viene usato per dedurre e simulare la migliore configurazione di componenti in base ai vincoli previsti. Permette quindi scelte più consapevoli. I diversi concept possono essere testati in modo virtuale risparmiando tempo, energia e risorse. Ad esempio, nella fase di progettazione 3D il PLM utilizza librerie che generano scenari in un unico modello e parametrizzano i componenti dai diversi fogli a disposizione, accelerando il processo di sviluppo. Con il digital twin si arriva poi al virtual commissioning, la “messa a servizio virtuale”, cioè la simulazione del funzionamento di un prodotto che testa tutti gli elementi progettati e lo sviluppo software prima della messa in produzione reale. Un collaudo completo, senza i costi di quello “fisico”.

PLM Fase 2: Produzione

La fase di produzione vera e propria comincia con il “ramp-up”, un periodo di transizione prima del lancio sul mercato in cui vengono formati gli addetti e risolti eventuali problemi nei processi. Anche questa fase può essere accelerata dal PLM, che incrociando i diversi dati a disposizione su impianti e processi di produzione, può individuare i “colli di bottiglia” già in fase di collaudo virtuale.

Attraverso l’integrazione di checklist specifiche nei cicli di gestione, il PLM riesce a monitorare il livello di conformità del prodotto alle normative sia nel Paese di produzione che in quello di destinazione. Il PLM contribuisce anche al monitoraggio della qualità con controlli a campione nelle diverse fasi di produzione. L’accesso ai diversi database relativi ai processi e la loro elaborazione da parte del software comporta una visione chiara e completa dei costi complessivi e di ciascuna fase.

Il PLM consente di automatizzare la produzione, quindi diminuire gli errori, e di centralizzare i processi, valorizzando quelli efficaci.

PLM Fase 3: Funzionamento

Il PLM ottimizza le prestazioni del prodotto riducendo le spese di riparazione e manutenzione. Non solo: sfrutta le informazioni di prodotto rendendole accessibili a seconda delle esigenze.

Attraverso la sistematizzazione e l’elaborazione dei dati che descrivono il prodotto dal punto di vista commerciale, è possibile intervenire al momento e al posto giusto nel customer care e nella rete di distribuzione, nonché raccogliere feedback di clienti, partner commerciali e tecnici di manutenzione.

In fase di manutenzione, la diagnostica e il comportamento del prodotto possono essere valutati in tempo reale e confrontati con lo storico delle prestazioni, per continuare a testare il prodotto anche post-vendita e migliorarlo. Se bene integrato con l’ERP, il PLM riesce a garantire la manutenzione predittiva, quindi a predire eventuali guasti prima che si verifichino evitando gli interventi di manutenzione straordinaria.

PLM Fase 4: Smaltimento

La fase di smaltimento è già prevista in una buona progettazione PLM, sia dal punto di vista dei materiali che compongono il prodotto che del loro “fine vita”. Dalla valutazione delle riutilizzabilità dei materiali all’individuazione di apposite aree di smaltimento fino alla comunicazione al cliente su eventuali modalità di riuso, riciclo o conferimento differenziato, anche questa fase viene opportunamente ottimizzata dai dati presenti nel PLM.

plm

Orologio a muro realizzato da una industria italiana che ha adottato il PLM

Come si fa a digitalizzare il ciclo di vita del prodotto

L’adozione di un sistema PLM richiede una visione a lungo termine rispetto agli obiettivi aziendali che si intendono raggiungere. Prima del “come”, è opportuno chiedersi “dove vogliamo arrivare” con questo strumento.

Il PLM per essere implementato in modo efficace comporta una riorganizzazione di molti processi aziendali: diventa quindi importante che la definizione degli obiettivi sia condivisa con i diversi stakeholder, interni ed esterni, da coinvolgere in tutte le fasi dell’implementazione. Definizione degli obiettivi che avverrà a seguito di un’armonizzazione dei diversi interessi delle parti.

Si arriverà quindi alla pianificazione dell’implementazione del PLM, in un ambito dapprima ben definito e circoscritto, con obiettivi specifici e misurabili: ad esempio, sostituire i fogli di calcolo per le distinte dei materiali con il PLM, cominciare ad archiviare i documenti in formato digitale con il PLM, far migrare i diversi sistemi utilizzati (es. CAD) al sistema unico PLM. In parallelo, coinvolgere gli utenti in processi di formazione e di risoluzione dei problemi. Una volta misurati i vantaggi raggiunti, renderli disponibili alla consultazione come casi studio, quindi pianificare l’utilizzo del PLM in un’altra area definita, sempre con obiettivi specifici e misurabili. Un passo alla volta, si realizzerà la digitalizzazione e l’integrazione completa di database e sistemi che caratterizza il PLM.

Qui i risultati ottenuti con il PLM da un’azienda friulana che opera nel settore dei sistemi di orologeria d’informazione al pubblico.

WHITEPAPER
Impianti e produzione: perché (e come) modernizzare la sicurezza
Logistica/Trasporti
Manifatturiero/Produzione
@RIPRODUZIONE RISERVATA
C
Josephine Condemi
Giornalista

Articolo 1 di 3