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Nadef: confermato il Piano Industria 4.0, ma lo sviluppo deve essere green

Presentato il documento di aggiornamento al DEF. Nel quadro di un Green New Deal, restano gli incentivi per Industria 4.0, innovation manager e formazione

01 Ott 2019

Maria Teresa Della Mura

Giornalista

Pubblicata nella serata di ieri e consultabile qui (Nadef-2019), la Nadef, vale a dire Nota di aggiornamento al Def, portata in esame al Consiglio dei ministri prevede un rinnovo, un aggiornamento e nei fatti anche un rafforzamento del Piano Impresa 4.0 (evoluzione del primo Piano Industria 4.0 varato dall’allora ministro Calenda).
Nella parte introduttiva del documento, si legge infatti che è intenzione del Governo varare una manovra espansiva: “Le linee di politica economica saranno volte a rafforzare la congiuntura così come ad aumentare il potenziale di crescita dell’economia italiana, che da almeno due decenni soffre di una bassa dinamica della produttività e di una altrettanto insoddisfacente crescita demografica. Un Green New Deal italiano ed europeo, orientato al contrasto ai cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all’economia circolare, alla protezione dell’ambiente e alla coesione sociale e territoriale, sarà il perno della strategia di sviluppo del Governo”.

Rinnovo degli incentivi Industria 4.0 e focus su PMI innovative

Già nel primo capitolo, nel quale si analizza lo scenario macroeconomico, si fa preciso riferimento agli incentivi: “La manovra di finanza pubblica per il 2020 comprende la completa disattivazione dell’aumento dell’IVA, il finanziamento delle politiche invariate per circa un decimo di punto di PIL e il rinnovo di alcune politiche in scadenza (fra cui gli incentivi Industria 4.0).”, per poi proseguire con una serie di note dedicati ai temi dell’innovazione.
Nel testo si fa preciso riferimento alla necessità di favorire gli investimenti “ancora troppo lontani dalla media europea, in start up e PMI innovative”, per arrivare a cogliere a pieno la sfida della quarta rivoluzione industriale, in particolare in termini di digitalizzazione, robotizzazione e intelligenza artificiale. “Il piano Impresa 4.0 verrà aggiornato nell’ambito di una nuova strategia nazionale dell’innovazione anche nell’ottica di uno sviluppo delle politiche sostenibili e green”.

Attuazione del Piano Banda Larga, fondi per IoT, Blockchain e Intelligenza Artificiale

C’è piena consapevolezza del fatto che per potersi realizzare gli obiettivi di sviluppo tecnologico è determinante arrivare alla piena attuazione del Piano Banda Larga, nello specifico attraverso il “lancio della seconda fase del Piano per intervenire nelle ‘aree grigie’ del Paese e sostenere la domanda di servizi ultraveloci attraverso i voucher per la connettività”, accelerando lo sviluppo nelle aree ‘a fallimento di mercato’ non oggetto di bandi precedenti.
Si sottolinea come con la legge di bilancio precedente fosse stato istituito un fondo con una dotazione di 15 milioni annui dal 2019 al 2021, per promuovere lo sviluppo di Internet of Things, Blockchain e Intelligenza Artificiale e si precisa che è “in corso di completamento il lavoro di mappatura dei centri di trasferimento tecnologico in Italia, che consentirà una più efficace azione di coordinamento e di indirizzo per il trasferimento tecnologico alle imprese, anche attraverso il potenziamento delle strutture esistenti”.

Confermati i voucher per gli innovation manager

Ed è qui che si arriva al punto.
“Il piano impresa 4.0 verrà rafforzato, nell’ambito di una nuova strategia nazionale per l’innovazione, attraverso una revisione organica delle misure esistenti, per favorire la più ampia partecipazione delle piccole e medie imprese, delle filiere produttive e stimolare l’attrazione di grandi investimenti strategici. Il Governo continuerà ad investire sulle competenze potenziando il sistema ITS, confermando il contributo per i manager dell’innovazione – introdotto nella legge di bilancio per il 2019 – ed estendendo le spese ammissibili al credito d’imposta formazione 4.0 compatibilmente e nei limiti del Regolamento sugli aiuti di Stato”.
Si confermano dunque due delle misure maggiormente caratterizzanti la misura approvata lo scorso anno: il voucher destinato all’istituzione delle figure degli innovation manager e il credito di imposta destinato alla formazione.

Industria 4.0 sì, purché green e sosotenibile

Ma c’è un punto ulteriore sul quale vale la pena soffermarsi ed è quel riferimento alle “politiche sostenibili e green”.
Il Nadef fa ampio riferimento al Green News Deal, che di fatto rappresenta “il perno” della strategia stessa. Si parla dunque di investimenti pubblici, ma ancor di più si fa riferimento al fatto che deve realizzarsi pienamente il binomio sostenibilità-investimenti.
“La manovra di bilancio conterrà altri interventi in grado di incentivare investimenti sia per il rinnovo delle produzioni e degli impianti in uso, in modo da contenere le emissioni e ridurre i consumi energetici, sia per l’utilizzo delle nuove tecnologie, attivando un circolo virtuoso tra innovazione e ambiente. Saranno previsti incentivi e agevolazioni che perseguiranno l’obiettivo di proteggere l’ambiente e favorire la crescita e l’economia circolare, in modo tale da traguardare la realizzazione e lo sviluppo di un nuovo modello di crescita sostenibile ed inclusivo”, promette il Nadef.

E non è dunque escluso che quando si fa riferimento a una “revisione organica delle misure esistenti” non si pensi solo a una possibile rimodulazione delle percentuali relative all’iperammortamento, ma anche a incentivi destinati ad iniziative attente all’ambiente.

Immagine da Shutterstock

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Maria Teresa Della Mura
Giornalista

Giornalista, da trent’anni segue le tematiche dell’innovazione tecnologica applicata ai modelli e ai processi di business.Negli ultimi anni si è avvicinata al mondo dell’Internet of Things e delle sue declinazioni in un mondo sempre più coniugato in logica smart: smart manufacturing, smart city, smart home, smart health.

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