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Cresce l’uso dell’IA, anche per accelerare sulla sostenibilità, mancano competenze e approccio etico

IBM ha rilasciato in Italia l’AI for Business Adoption Study, un’indagine che ha coinvolto oltre 7000 senior IT decision-maker in più di 20 paesi nel mondo per comprendere non solo a che punto è l’adozione dell’intelligenza artificiale, ma anche in quali direzioni si sta muovendo la sua applicazione – prime fra tutte, l’accelerazione della sostenibilità e dell’utilizzo etico – e quali sono i principali bias e ostacoli da superare

26 Mag 2022

L’adozione globale dell’Intelligenza Artificiale (IA) è cresciuta costantemente nell’ultimo anno e la maggior parte delle aziende la utilizza già o prevede di farlo. Del resto, l’IA diventa sempre più matura, più accessibile e più facile da implementare. Inoltre, le aziende hanno riconosciuto il valore dell’IA quando hanno dovuto affrontare le sfide della pandemia da COVID-19 e hanno investito nella loro trasformazione digitale, affrontando nel contempo la carenza di talenti e competenze.

Lo rilevano i dati del “Global AI Adoption Index 2022“, condotto da Morning Consult per conto di IBM: su un campione di 7.500 senior IT decision-maker in più di 20 paesi nel mondo, il 35% delle aziende ha riferito di utilizzare l’intelligenza artificiale nella propria attività. Rispetto al 2021, le organizzazioni hanno il 13% in più di probabilità di aver adottato l’IA nel 2022; inoltre, il 42% delle aziende riferisce di esplorare l’IA.

Con un’azione aumentata di 4 punti percentuali rispetto al 2021, l’IA è pronta a svolgere un ruolo significativo anche in termini di sostenibilità tanto che il 66% dei professionisti IT intervistati ha affermato che la propria azienda sta attualmente applicando l’IA o prevede di farlo per accelerare le iniziative ESG (Environmental, Social, Governance).

“Più di un terzo delle organizzazioni intervistate afferma di utilizzare l’IA oggi per rispondere a una miriade di fattori e pressioni diversi”, afferma Tom Rosamilia, Senior Vice President, IBM Software. “Stanno guardando all’intelligenza artificiale per far fronte affrontare le carenze di competenze e manodopera, rispondere alle pressioni competitive e, sempre più, anche alle pressioni ambientali. Tendenze che indicano il ruolo crescente che l’IA sta giocando sia all’interno delle organizzazioni che nella società”.

 

Intelligenza artificiale: a che punto è l’adozione?

Sebbene gli investimenti nell’IA continuino a crescere, permangono ostacoli all’adozione, in particolare per le organizzazioni più piccole che hanno molte meno probabilità di trarne vantaggio.

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Le aziende cinesi e indiane stanno aprendo la strada, con quasi il 60% dei professionisti IT in quei paesi che afferma che la loro organizzazione utilizza già attivamente l’IA, rispetto a mercati in ritardo come la Corea del Sud (22%), l’Australia (24%) gli Stati Uniti (25%) e il Regno Unito (26%).

È molto probabile che i professionisti IT nei settori dei servizi finanziari, dei media, dell’energia, automobilistico, petrolifero e aerospaziale riferiscano che la loro azienda ha implementato attivamente l’IA, mentre le organizzazioni nei settori quali vendita al dettaglio, viaggi, servizi governativi/federali e assistenza sanitaria sono le meno probabili.

Il sondaggio ha determinato che i tre principali ostacoli all’adozione dell’IA per le aziende sono: competenze o conoscenze limitate sull’IA (34%), prezzi elevati (29%) e mancanza di strumenti e piattaforme per lo sviluppo di modelli di IA (25%). 

Per i professionisti IT a livello globale, la preoccupazione principale nell’utilizzo di soluzioni di intelligenza artificiale rimane legata alla sicurezza dei dati: in Italia, è fattore di preoccupazione per il 42% degli intervistati, seguito dalla capacità di assicurare governance, compliance e privacy dei dati. 

In che modo le organizzazioni utilizzano l’IA oggi

Casi d’uso: sicurezza e automazione i più popolari, la sostenibilità come nuova direzione 

Le organizzazioni stanno applicando l’IA in un’ampia varietà di casi d’uso oggi, con l’adozione più avanzata in aree come le operazioni IT, la sicurezza e il rilevamento delle minacce, e l’automazione dei processi aziendali.  

Oggi, già un terzo delle aziende utilizza l’IA per le operazioni IT (AIOps) per automatizzare i processi chiave, il che le aiuta a mantenere le prestazioni delle applicazioni e allo stesso tempo rende più efficiente l’allocazione delle risorse. Un terzo delle aziende che implementano l’IA sta applicando l’elaborazione del linguaggio naturale a settori come il marketing, le vendite e l’assistenza clienti.  Il 42% delle imprese italiane sta considerando l’utilizzo del Natural Language Processing (NLP) per affrontare questioni di security.

Ma l’IA è pronta a svolgere un ruolo crescente anche nelle iniziative di sostenibilità delle organizzazioni di tutto il mondo poiché oltre i due terzi delle aziende utilizzano o intendono utilizzare l’IA oggi come parte delle proprie iniziative di sostenibilità. Una società su cinque sta già adottando l’IA a causa delle pressioni ambientali. (Leggi a questo proposito il servizio relativo allo studio IBM secondo il quale la sostenibilità è sempre più prioritaria per i CEO).

L’IA per l’analisi del rischio ambientale e la sostenibilità

L’IA aiuta a rispondere alla carenza di competenze

Per l’adozione graduale dell’IA è necessario implementare una strategia di gestione dei dati di successo e l’applicazione dell’IA a tali dati per raggiungere gli obiettivi aziendali. Le aziende che non hanno implementato l’IA hanno una probabilità tre volte maggiore di affermare di avere poca o nessuna fiducia che la loro azienda disponga di strumenti di gestione dei dati adeguati. Oggi, il 37% delle aziende sta sviluppando una strategia di intelligenza artificiale, il 28% dispone già di una strategia olistica e il 25% ha una strategia incentrata solo su casi d’uso limitati o specifici.

Più dei costi, della mancanza di strumenti o della complessità di progetti o dati, il divario di competenze rimane il più grande ostacolo all’adozione dell’IA. Allo stesso tempo, l’IA sta aiutando le organizzazioni ad affrontare questa carenza, ad esempio automatizzando le attività per i lavoratori qualificati in modo che possano essere più produttivi, o utilizzando l’apprendimento assistito dall’IA o il coinvolgimento dei dipendenti. Quasi un’azienda su quattro sta adottando l’intelligenza artificiale a causa della carenza di manodopera o competenze e il 30% dei professionisti IT globali afferma che i dipendenti della propria organizzazione stanno già risparmiando tempo con i nuovi software/strumenti di intelligenza artificiale e automazione.

In che modo l’IA viene usata per colmare la mancanza di competenze

Il tema dell’affidabilità, particolarmente sentito in Italia

Mentre la crescente maggioranza dei leader aziendali afferma che un’intelligenza artificiale affidabile è fondamentale, la maggioranza delle organizzazioni non ha adottato misure chiave per garantire che la propria IA sia affidabile e responsabile, come la riduzione delle distorsioni (74%), il monitoraggio delle variazioni delle prestazioni/della deriva del modello (68%) e assicurandosi che possano spiegare le decisioni basate sull’intelligenza artificiale (61%). 

Guardando al mercato italiano, trasparenza e presenza di un quadro etico all’interno del quale i modelli di intelligenza artificiale sono costruiti, gestiti e utilizzati sono sempre più fattori determinanti del successo di un’azienda sul mercato. Per l’83% dei professionisti intervistati, i consumatori sono più propensi a rivolgersi a un’impresa che sia in grado di dare evidenza a questi aspetti. 

Tra le aspirazioni e la realtà, però, si frappongono diversi ostacoli, primo fra tutti la mancanza di professionisti con le giuste competenze per sviluppare e gestire una AI etica (indicato da circa 6 intervistati su 10). Non meno rilevanti la mancanza di linee guida a tutti i livelli – governativo, di settore, e aziendale – e la presenza di bias già all’interno dei dati stessi. 

Per assicurare che la propria AI sia affidabile e responsabile, le aziende stanno implementando diverse strategie, prima fra tutte la salvaguardia della privacy dei dati lungo tutto il ciclo di vita dell’intelligenza artificiale. Per l’Italia, questa è la prima azione per il 43% degli intervistati, assieme alla capacità di monitorare l’AI lungo tutti gli ambienti cloud e AI (43%) e all’attenzione a minacce e potenziali incursioni per assicurare che i sistemi rimangano intatti (42%). 

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