Open innovation

Digital servitization: nasce il Centro interuniversitario di ricerca tra UniBg, UniFi, UniBs e UPO

Il progetto si inserisce nel contesto delle azioni già intraprese dal consorzio di ricerca che ha dato vita nel 2005 all’ASAP Service Management Forum. L’obiettivo è comprendere le relazioni tra digitalizzazione e servitizzazione e supportare adeguatamente le aziende a servitizzarsi, ovvero ad affrontare e sviluppare il nuovo modello di business innescato dalla proposta di servizi connessi e integrati con uno specifico prodotto

09 Giu 2022

Claudia Costa

Dal 2003, il laboratorio IBIS dell’Università di Firenze, il laboratorio di ricerca RISE dell’Università di Brescia, il gruppo di ricerca CELS dell’Università di Bergamo, e l’Università del Piemonte Orientale, animano una community di ricerca e trasferimento tecnologico denominata ASAP Service Management Forum.

Da quasi vent’anni quindi, attraverso ASAP, le Università collaborano con le aziende per l’innovazione nella progettazione e gestione dei servizi, per lo sviluppo strategico del “service business” (o servitization) e la gestione del cambiamento attraverso attività di ricerca, formazione, networking e il trasferimento di soluzioni.  

Questa collaborazione ha visto il coinvolgimento di più di 1000 aziende e oltre 5000 manager e ha generato negli anni più di 200 tra webinar e workshop, più di 50 pubblicazioni per conferenze scientifiche e riviste internazionali, più di 100 articoli per riviste di settore e numerosi progetti di ricerca e trasferimento tecnologico a livello nazionale ed internazionale. 

Con tali premesse e vista la crescente rilevanza dei temi trattati per le strategie odierne di crescita, sviluppo e differenziazione della maggior parte delle imprese manifatturiere, gli Atenei coinvolti hanno deciso di istituire un “Centro interuniversitario di ricerca sull’innovazione e la gestione dei servizi nelle imprese industriali”.  

L’importanza della ricerca per la competitività dell’industria

Il centro, che nasce dalla collaborazione ventennale tra le Università di Bergamo, Brescia, Firenze e il Piemonte Orientale, avviata con un progetto di ricerca di eccellenza finanziato dal MIUR, si propone di comprendere le relazioni tra digitalizzazione e servitizzazione e come supportare adeguatamente le aziende nel passaggio dalla vendita di un prodotto alla fornitura di servizi con l’obiettivo di creare maggior valore per il cliente. 

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La presentazione del risultato della collaborazione tra i quattro atenei si è tenuta nel pomeriggio di martedì 7 giugno presso la Sala Conferenze S. Agostino, alla presenza dei Magnifici Rettori delle università, degli amministratori delegati di prestigiose aziende, dei rappresentanti dei partner di ricerca internazionali e delle aziende che in questi anni hanno animato la community. 

“L’istituzione di questo centro – commenta il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri – rappresenta il consolidamento di un rapporto pluriennale tra i quattro atenei, che ha permesso di ottenere risultati significativi a livello scientifico, nazionale e internazionale. Risultati che non hanno mai fatto perdere di vista al centro l’impatto che la ricerca deve avere sul contesto industriale, in virtù della forte collaborazione e costante partecipazione di aziende di primaria importanza nel contesto manifatturiero alla community. Il centro potrà costituire un nucleo importante per cogliere al meglio le sfide e le opportunità del PNRR e dei progetti di ricerca Europei”.

Il contagio delle idee per risultati di valore

“La collaborazione tra il MIUR e gli atenei coinvolti in questo centro di ricerca – secondo il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, professor Gian Carlo Avanzi – garantisce standard molto elevati per la ricerca che verrà prodotta e messa al servizio della comunità scientifica e delle imprese. In particolare, la stretta connessione con il tessuto produttivo, già attiva grazie a percorsi di formazione di eccellenza proposti ai professionisti del settore, esprime in modo cristallino la volontà dei nostri atenei di essere protagonisti proattivi della vita civile ed economica del Paese, mettendo a frutto un ‘contagio delle idee’ imprescindibile quando si vogliono ottenere i risultati migliori”. 

Secondo Avanzi, la contaminazione delle idee è un must per le Università. “La capacità di ragionare cercando di uscire dai rigidi confini di specifici settori disciplinari è quello che occorre, e lo richiedono le industrie, sempre più alla ricerca di competenze trasversali. Un aspetto che l’università ha sempre un po’ sottovalutato. Bisogna dunque rafforzare il legame con le imprese per collaborare e preparare i giovani al futuro. In questo, la collaborazione tra atenei aiuterà a focalizzare la ricerca di metodi innovativi”. 

Trasferimento tecnologico per la competitività del manifatturiero

Già affiorato negli anni ’70, il concetto di servitizzazione è ora una realtà ineludibile di fronte alle potenzialità che derivano dallo sviluppo tecnologico con mezzi e supporti pervasivi e capacità elaborative inaudite. L’analisi di come le aziende stanno usando le tecnologie per passare dalla vendita del prodotto all’erogazione dei servizi impatta sul service management e servitizzare implica il ripensamento totale del business per offrire al cliente il miglior risultato possibile. Per farlo, l’azienda deve cambiare struttura e organizzazione di modo da vendere valori e servizi integrati nel prodotto stesso. 

Lo afferma la Rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci che osserva “IoT, Cloud e Big data più di tutti abilitano il passaggio a nuovi modelli di servitization ma l’asset principale rimangono le persone. La competitività è fortissima e solo l’impego congiunto di enti e istituzioni diverse può essere vincente. La creazione del centro è cruciale per dare seguito all’esperienza maturata e formare una nuova cultura aziendale”.

“L’Ateneo fiorentino – prosegue Petrucci  – è fortemente impegnato per lo sviluppo di centri e infrastrutture di ricerca, in partenariato con altri Atenei, italiani e stranieri, in modo da consentire ai nostri ricercatori di collaborare con studiosi di chiara fama in progetti spesso interdisciplinari. La storia pregressa del Centro Interuniversitario di Ricerca ASAP è una evidente testimonianza della forte attrattività che queste strutture esercitano nei confronti del contesto industriale nazionale e internazionale, per le attività di trasferimento tecnologico e di terza missione”. 

Da sinistra a destra: Maurizio Tira UniBs; Sergio Cavalieri UniBg; Gian Carlo Avanzi UPO; Alessandra Petrucci UniFi
Da sinistra a destra: Maurizio Tira UniBs; Sergio Cavalieri UniBg; Gian Carlo Avanzi UPO; Alessandra Petrucci UniFi

La servitization affianca e abilita la digital e sustainability transformation

“Il centro istituzionalizza un’esperienza di collaborazione tra le Università e il tessuto industriale particolarmente longeva e di successo – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Prof. Maurizio Tira – In virtù di questa sua autorevolezza, delle competenze acquisite e del network di relazioni nazionali ed internazionali già sviluppate, il centro potrà porsi come punto di riferimento su una direttrice di trasformazione, quella del passaggio “da prodotto a servizio”, che affianca, abilita e supporta le altre grandi direttici in atto: la trasformazione digitale e la transizione ecologica”. 

Una trasformazione epocale che passa attraverso le università e le imprese, sostanziandosi in un un value pool che dall’hardware si sposta verso la componente software aprendo la strada a nuove forme di offerta e a nuove modalità di competizione, ma anche dalla richiesta e necessità di sostenibilità che deve permeare prodotti, processi e servizi.

Sulla stessa linea, Paolo Macchi, Amministratore Delegato presso Trillium Pumps Italy Gabbioneta S.p.A, azienda che produce un’ampia gamma di pompe centrifughe, dal monostadio sovrapposto al multistadio orizzontale e verticale, sottolinea la forte attenzione nei confronti dell’ambiente che si concretizza nella sempre maggiore tendenza a migliorare gli impianti esistenti e sostituire le macchine non più efficienti scegliendo la vicinanza con il cliente per studiarne le esigenze e soddisfarle. La vicinanza del cliente implica la necessità di delocalizzare e spostare le competenze lontano dalla sede principale, un cambio strategico dettato anche dalla proliferazione di società locali in grado di replicare i pezzi di ricambio molto velocemente.

Dalla community: idee e strumenti per un cambiamento organizzativo epocale

“La digitalizzazione spinta e la disponibilità di moli enormi di dati, ci spinge a rivolgerci al mondo universitario. Perché se è vero che noi siamo bravissimi a raccoglierli, elaborarli spesso è alquanto difficile. E i dati sono fondamentali sia per realizzare prodotti più performanti e più vicini ai bisogni reali dei clienti, che più attenti al risparmio energetico e alla gestione delle risorse.”

Inoltre, continua Macchi “Questi cambiamenti si ripercuotono sull’assetto organizzativo e sulla cultura aziendale. Trasferire il modello di business da un mondo legato all’impianto a uno basato sui servizi significa cambiare il modo di operare, i processi aziendali, la cultura aziendale. Oggi questo processo non è ancora concluso e in questo, il supporto di una community e la possibilità di contagio delle idee è fondamentale”.

Anche in periodi di emergenza come è successo durante il Covid-19, racconta Macchi “Con la realtà aumentata siamo riusciti a servire clienti in tutto il mondo e fornire service ad operatori locali che non conoscevano le nostre macchine. In quanto multinazionale di medie dimensioni, abbiamo un margine da investire, ma altrettanto di idee innovative che arrivano dalle università da cui abbiamo preso ispirazione come in questo caso.”

Un win win per imprese e università

Anche Paolo Starace, AD DAF Veicoli Industriali SpA, uno dei marchi automobilistici di maggior successo in Europa, sottolinea “ASAP non è la ricerca autoreferenziale legata puramente all’ateneo ma si lega a doppio filo al mondo dell’impresa da cui ‘succhia linfa vitale’ ma a cui, allo stesso tempo, la restituisce. Un’opportunità reciproca come fornitori di dati dal canto nostro, e dall’altro di ritorno elaborati, scritti e confronti che ci consente di fare analisi interne, prendere spunti. Informazioni preziose che poi cerchiamo di mettere a terra rivedendo i nostri modelli di business ed efficientando i processi”.

Il servizio è fondamentale per il futuro e lo sarà sempre di più, non possiamo prescindere dal prodotto tangibile ma il peso del servizio sarà sempre maggiore. In particolare, Starace sostiene che nell’industria in cui lavora il veicolo sta diventando una commodity. “Il servizio diventa la modalità di differenziare l’offerta e la capacità del costruttore di competere sul mercato. Tangible e intangible si fondono per un’esperienza di acquisto unica per il cliente. Nel tempo, la forza lavoro dedicata ai servizi è cresciuta e ora, le nuove tecnologie abilitano nuove rivoluzioni. Stampa 3D per i ricambi on demand, all’occorrenza, soluzioni di telemetria e manutenzione predittiva, guida autonoma, tecnologie che rivoluzionano il trasporto merci. La gestione del cliente e la sua centralità è fondamentale, ma lo sono anche i servizi che integrano l’attività core dei clienti e quello che il costruttore fornisce sollevandolo dalle incombenze”.

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