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Automazione industriale e sostenibilità: KPI e roadmap di riferimento

Sostenibilità e automazione devono essere perseguite con equilibrio e attenzione, definendo i corretti parametri di valutazione al fine di mantenere uniforme la crescita di entrambe. Ecco il contributo di Schneider Electric sul tema

13 Ott 2022

Mario Bosisio

Giornalista

Quando pensiamo alla digital transformation siamo da tempo portati a vederla come a una vera e propria rivoluzione industriale. Se da una parte questo è innegabile, con positive ripercussioni su tutto quanto riguarda l’automazione industriale, al contempo, vanno misurati e monitorati con grande attenzione gli inevitabili effetti negativi. Uno di questi è sicuramente la diminuzione dell’indice di sostenibilità delle aziende, soprattutto di quelle meno strutturate come le PMI, portate ma il più delle volte costrette dai mercati di appartenenza a forti rinnovamenti.

Come spesso accade la soluzione è in una corretta governance che accompagni il cambiamento, trovando nell’aggiornamento di macchinari e gestione delle risorse il giusto equilibrio. Indispensabile stabilire una roadmap inserendo precisi KPI per quanto riguarda efficienza e sostenibilità.

Approcciare il cambiamento ricercando la sostenibilità

Per approfondire l’argomento abbiamo coinvolto Marco Gamba, Industry Innovation e Communication Leader di Schneider Electric, cercando di capire quali siano i primi passi che un’azienda, anche non di livello enterprise, debba muovere volendo intraprendere un percorso di automazione dei propri processi produttivi senza stravolgere le proprie infrastrutture, coniugando quindi innovazione e sostenibilità.

“La prima mossa è sicuramente quella di prendere coscienza (e conoscenza) del proprio “punto di partenza – introduce Gamba. Capire, per esempio, in tema di automazione quanti asset l’azienda abbia già connesso, quali macchinari, quadri elettrici, pompe e quindi quali servizi vengano attivati e utilizzati. Definire il livello e misurare come KPI il livello di connettività è fondamentale. Altrettanto importante è comprendere se vi siano già dati esistenti a livello di macchinario, magari sottostimati o non rilevati del tutto, e quali sia possibile estrarre con soluzioni poco invasive”.

“Dopodiché – continua Gamba – il dato può essere effettivamente usato per iniziare a capire come effettivamente l’azienda stia performando sia in termini di reale consumo energetico, sia in termini di OEE – Overall Equipment Effectiveness – ovvero un indicatore di efficienza complessiva che tiene in conto di qualità, disponibilità e prestazioni di macchine e linee produttive”

Come efficientare le infrastrutture delle PMI in modo sostenibile

Per Schneider Electric automazione e sostenibilità sono due concetti non solo legati ma che devono essere fatti evolvere necessariamente in parallelo. Indispensabile quindi comprendere non solo come l’energia venga consumata, ma anche la tipologia di energia utilizzata, per esempio se proveniente da fonti green.

Per aziende meno strutturate come le PMI può essere difficile però trovare internamente le competenze per affrontare questo tipo di percorso. A questo proposito occorre qui ricordare che secondo una ricerca condotta dagli Osservatori del Politecnico di Milano (20 maggio 2021 – Osservatorio PMI) quasi 6 PMI su 10 gestiscono ancora in modalità manuale la raccolta dei dati di produzione, con strumenti di base come i fogli di calcolo e solo il 38% utilizza piattaforme digitali dedicate.

I servizi di consulenza di Schneider Electric sono nati proprio per questo motivo, affiancare anche il cliente meno strutturato in questa delicata fase del processo, stabilendo insieme a lui quale sia la migliore roadmap nell’abbattimento del CO2 e definendo obiettivi e azioni da intraprendere sia a breve che a lungo termine. Insieme possiamo pianificare una roadmap sostenibile di aggiornamento delle infrastrutture da qui al 2025 o al 2030 ma, volendo, anche fino al 2050. Digitalizzazione dei processi e sostenibilità non devo stravolgere l’azienda. E al contempo possono essere una vera, forse unica, occasione di cambiamento anche di mentalità, di change management”.

Cambiamento che sempre più spesso viene sollecitato, se non preteso, dalla stessa filiera a cui partecipa l’azienda, dove viene richiesto ai fornitori di allinearsi a determinati indicatori di sostenibilità al fine di creare un ecosistema eterogeneo nel fornire servizi, ma omogeneo della modalità di erogazione.

“Non è quindi possibile arrivare nel contesto PMI con una proposta generica. Nel migliore dei casi – contestualizza Gamba – troviamo una macchina con un ciclo di vita di soli 10 anni, una macchina sostanzialmente nuova ma che non è equipaggiata con tutte le connessioni richieste dalle moderne piattaforme digitali. Bisogna quindi proporre soluzioni di retrofitting digitale che consentano un’interconnessione completa con il resto del sistema, potendo così registrare e analizzare, per esempio, le cause dei fermi macchina, forse uno dei problemi principali per le aziende produttive. Per soddisfare queste esigenze Schneider Electric ha sviluppato Data Wizard, una piattaforma pensata per minimizzare il costo dell’aggiornamento dei macchinari permettendo non solo la raccolta automatica dei dati da tecnologie meno recenti ma attivando, al contempo, tutti quelle attività di rilevamento dei KPI come il consumo energetico OEE”.

KPI e Sostenibilità: non si parla solo di consumo energetico

Abbiamo visto come le informazioni raccolte garantiscano continuità e soprattutto sostenibilità operativa, abbassando l’impatto sull’ambiente, riducendo lo spreco di risorse, consumi energetici e costi complessivi.

“In molti casi – sottolinea Gamba – la sostenibilità viene vista semplicemente come ecosostenibilità, un tema soltanto ambientale. Noi di Scheider Electric puntiamo a dare una visione più a 360° della sostenibilità. Sicuramente l’aspetto ambientale è quello predominante ma esiste poi una sostenibilità operativa, legata a quanto siano efficienti gli impianti dal punto di vista produttivo, a cui però si affianca il tema della sostenibilità sociale, collegata alla salute, alla sicurezza e formazione dei lavoratori. Oltre a quelli produttivi occorre quindi aggiungere ulteriori KPI, per esempio, quello di misurare il livello di ingaggio dei dipendenti, da effettuare prima e dopo la trasformazione digitale. Non è possibile arrivare da un operatore con una tecnologia avanzata come la realtà aumentata senza spiegargli quali benefici potrà avere nel suo lavoro. Formazione e aggiornamento sono fattori indispensabili per mantenere un’evoluzione equilibrata e sostenibile dell’automazione industriale”.

Non certo ultimo tra i KPI da monitorare vi è quello legato alla sicurezza del dato. Un attacco ad aziende che utilizzano dispositivi e sistemi per impedire l’emissione di sostanze nocive potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla sostenibilità dell’ecosistema ambientale circostante. Il legame quindi tra digitalizzazione, automazione e sostenibilità arriva quindi a influenzare direttamente anche il livello di reputazione dell’impresa, riducendone in caso di problemi, il diretto KPI.

“Interconnettere macchine, raccogliere dati, ottimizzare processi – conclude Gamba – sono gli strumenti più efficaci con cui combattere gli sprechi energetici. La digitalizzazione permette di qualificare la produzione in modo sostenibile, efficientando la manutenzione e attivando fonti importanti di risparmio. In Schneider Electric crediamo che la ricerca della sostenibilità sia un percorso evolutivo che debba prevedere necessariamente anche la presenza attiva degli OEM, strettamente legati al territorio, ed in grado di fornire servizi ad alto valore aggiunto alle aziende di ogni dimensione”.

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Mario Bosisio
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