Strategie

AWS scommette sull’Italia: 2 miliardi di investimenti in 7 anni

La multinazionale ha in programma investimenti che, a suo dire, in sette anni aggiungeranno 3,7 miliardi di euro al PIL italiano. Piatto forte è la nuova Regione cloud basata a Milano

16 Giu 2022

2 miliardi di euro di investimenti in Italia, da spalmare su un periodo di sette anni, e 3,7 miliardi di euro di ricaduta positiva sul PIL italiano nel medesimo lasso di tempo. Queste le intenzioni annunciate dalla multinazionale di Seattle, e più precisamente dalla sua divisione di cloud computing, Amazon Web Services (AWS), che continua a ragionare in grande per mantenersi salda si primi posti nel mercato dei servizi di cloud pubblico. I 2 miliardi di euro dei pianificati investimenti comprendono i costi legati alla Regione AWS Europa, basata a Milano: spese in conto capitale e spese operative, comprese quelle per  l’importazione di “apparecchiature e software altamente specializzati e proprietari”, ha fatto sapere l’azienda, e le spese per la progettazione e le operazioni di funzionamento del data center.

La previsione di impatto su PIL è stata realizzata con la metodologia input-output e tiene conto del riflesso degli investimenti di AWS sulla creazione di posti di lavoro, sull’incremento del business dei fornitori locali e anche sui benefici per le aziende e le startup. Nel dettaglio, Amazon ha tracciato una stima di 1.155 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno (Fte) all’anno da qui al 2029, considerando anche l’azione di incentivo all’occupazione in tutte le aziende della catena di approvvigionamento dei data center, dunque telecomunicazioni, edilizia non residenziale, fornitura di elettricità, manutenzione e operatività del data center.

“L’Italia è un Paese innovativo e stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di organizzazioni che scelgono AWS Cloud per eseguire i propri carichi di lavoro mission-critical e ottenere risparmi sui costi, accelerare l’innovazione e il time-to-market – spiega Carlo Giorgi, Managing Director di Amazon Web Services Italy – La Region AWS consente a un numero ancora maggiore di sviluppatori, startup e imprese, nonché a organizzazioni governative, educative e no profit di eseguire le proprie applicazioni e servire gli utenti finali da data center situati in Italia. Inoltre, la tecnologia cloud è al centro del programma di trasformazione digitale del governo italiano, che ha l’obiettivo di reinventare i servizi messi a disposizione dei cittadini”.

AWS in Italia: la rete e i programmi di formazione 4.0

Avviata nel 2020, la Regione AWS Europa milanese si è aggiunta a una rete che nel nostro Paese conta anche delle Edge Location a Milano, Roma, Palermo e Roma, oltre a due AWS Direct Connect, anch’essi collocati nel capoluogo lombardo, e ancora un centro di sviluppo (frutto dell’acquisizione di Nice) ubicato ad Asti. L’azienda porta avanti anche programmi di formazione come l’AWS Academy, rivolta a studenti ed educatori delle scuole superiori, ma che è anche stata inserita nei programmi di alcuni noti atenei (Università di Roma La Sapienza, Università di Roma Tor Vergata, Fondazione Elis e Università di Bologna). Il curriculum offre agli studenti la possibilità di conseguire certificazioni riconosciute dal settore e li prepara per le posizioni cloud più richieste; dall’altro lato, aiuta gli educatori a rimanere al passo con AWS Cloud, in modo da fornire agli studenti le competenze necessarie per essere assunti in uno dei settori in più rapida crescita. 

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Per favorire l’inserimento professionale di persone disoccupate o sottoccupate, senza esperienza pregressa, nel settore tecnologico, nel 2021 è stato lanciato AWS re/Start, un programma a tempo pieno, gratuito, attivo al momento in Piemonte che offre a centinaia di persone appartenenti a gruppi svantaggiati una formazione sulle competenze cloud e collegamenti diretti con potenziali datori di lavoro. Aws GetIT, invece, è un’iniziativa rivolta alle giovani ragazze (12-14 anni) interessate a una carriera nel campo informatico: lanciato nel 2021, il programma prevede esercitazioni pratiche, esperienze lavorative e un contest per la creazione di app capaci di risolvere i problemi reali affrontati dalla loro scuola o comunità a cui hanno già partecipato più di tremila studenti e studentesse.

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