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Vimar: la building automation è questione di infrastruttura

Pierluigi Passera, direttore ricerca e sviluppo elettromeccanica in Vimar, spiega come non si può parlare di smart home senza un approccio infrastrutturale e senza prendere in giusta considerazione sicurezza, continuità e privacy

12 Mar 2019

Maria Teresa Della Mura

Giornalista

In occasione dell’incontro “Da Smart Products a Smart Business, la trasformazione passa dai servizi”, organizzato poche settimane fa da Industry4Business, in collaborazione con Microsoft e tre aziende della galassia Reply (Connect Reply, Cluster Reply e Forge Reply) e di cui abbiamo diffusamente scritto in questo servizio, abbiamo avuto modo di raccogliere la testimonianza di Pierluigi Passera, direttore ricerca e sviluppo elettromeccanica in Vimar, realtà attiva fin dal 1945 nel settore elettrotecnico ed elettronico e oggi, grazie all’utilizzo di tecnologie IoT e all’attenzione al mondo degli smart products, sempre più focalizzata sulle soluzioni per la domotica e la casa intelligente.

“Il nostro business – spiega – è in tutto quanto può rendere confortevole e sicura una abitazione per l’utente. Parliamo di soluzioni di automazione della casa, un concetto che per Vimar va di pari passo con l’infrastruttura. Parliamo di soluzioni che possono facilitare e agevolare la vita delle persone ad esempio attraverso sistemi per il controllo delle luci o sistemi per il controllo intelligente dei carichi”.
In particolare, proprio su quest’ultimo punto pone l’accento Passera, sottolineando che proprio la possibilità di gestire correttamente i carichi può tradursi allo stesso tempo in un contributo alla salvaguardia dell’ambiente e in un risparmio per l’utente finale.

Per Vimar sicurezza dei dati e continuità operativa sono centrali nella building automation

Consapevole che intorno al tema della smart home si sia costruito, in particolare negli ultimi tempi, una sorta di hype, Passera ne considera vantaggi e svantaggi.
“È sicuramente un vantaggio e un’opportunità per noi il fatto che molti grandi player del mondo dell’elettronica di consumo abbiano sviluppato soluzioni per la smart home: una maggiore conoscenza da parte degli utenti finali e una percezione positiva rispetto al tema ci favorisce nella presentazione delle nostre soluzioni”.
Tutto ciò non è tuttavia scevro da preoccupazioni.
Ci preoccupa soprattutto il tema della sicurezza dei dati. Pur di abilitare le funzionalità di cui hanno bisogno, gli utenti non prestano particolare attenzione a tutti i consensi che rilasciano ogni volta che installano una nuova App che gestisce un particolare dispositivo. Credo che non via sia una piena consapevolezza di cosa si possa fare con tutti i dati raccolti dagli oggetti connessi presenti in casa”.
La sicurezza dei dati e della privacy degli utenti è invece centrale nell’approccio di Vimar, che si affida molto al cloud proprio per le garanzie che dà su questi temi specifici: “Gli utenti vogliono gli oggetti smart nelle loro case; d’altro canto c’è il bisogno di fare in modo che tutto questo sia sicuro, sia in termini di continuità di servizio, sia in termini di riservatezza dei dati”.

La smart home come leva sociale

C’è positività anche nello sguardo al futuro di Passera: “In prospettiva noi vediamo queste leve tecnologiche utilizzate al servizio dell’invecchiamento della popolazione e alla protezione delle persone deboli. Servirebbe però anche una maggiore sensibilità da parte dello Stato, che dovrebbe forse prendere in maggiore considerazione i benefici che deriverebbero dal prolungamento della vita autonoma di anziani e fasce deboli”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Maria Teresa Della Mura
Giornalista

Giornalista, da trent’anni segue le tematiche dell’innovazione tecnologica applicata ai modelli e ai processi di business.Negli ultimi anni si è avvicinata al mondo dell’Internet of Things e delle sue declinazioni in un mondo sempre più coniugato in logica smart: smart manufacturing, smart city, smart home, smart health.

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