Dallara Academy vuole ridurre l'impatto ambientale - Industry 4 Business

Impatto ambientale

Dallara Academy vuole ridurre l’impatto ambientale

Trattandosi di un edificio destinato a rappresentare Dallara e il suo pensiero nel tempo, temi quali sostenibilità, efficienza, riduzione dei costi operativi e facilità di manutenzione sono stati centrali nelle scelte progettuali: Questa la filosofia che ha guidato la realizzazione di Dallara Academy

15 Feb 2020

Ritorniamo a parlare di Dallara Academy, che, con sede a Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, rappresenta la concreta realizzazione del sogno dell’Ingegner Giampaolo Dallara che nel 1972, dopo aver lavorato in Ferrari, Maserati, Lamborghini, decide di tornare nel suo paese natale per dar vita a una delle più importanti realtà specializzate nella progettazione, produzione e sviluppo di vetture da competizione. “Con questo progetto l’Ing. Dallara ha voluto creare un luogo unico dove la contaminazione di competenze ed esperienza fossero all’ordine del giorno” dichiara Gianmarco Beltrami, Direttore Marketing & Comunicazione, Dallara Automobili.

Abbiamo già ampiamente descritto in questo articolo le due vocazioni dell’Academy. Da un lato, la vocazione formativa che vede la realizzazione di laboratori didattici rivolti ai ragazzi delle scuole medie e superiori per sperimentare in maniera pratica le leggi della fisica che studiano a scuola e la scelta di ospitare un corso di laurea universitario in Racing Car Design del MUNER: Motorvehicle University of Emilia Romagna. Poi, la vocazione aggregativa che si dispiega nella rampa espositiva con le auto che hanno fatto il successo di Dallara dal suo esordio ad oggi e nel moderno centro congressi a disposizione dalle aziende private, per incontri, convegni, o lanci di nuovi prodotti.

La volontà di Dallari di mantenere un forte legame con il territorio si è tradotta inevitabilmente anche nell’utilizzo di materiali con un ridotto impatto sull’ambiente circostante con attenzione agli aspetti legati alla manutenzione e alla gestione futura degli impianti. L’Ingegner Roberto Mancini, FOR ENGINEERING, che ha curato la progettazione degli impianti tecnologici commenta: “Trattandosi di un edificio destinato a rappresentare Dallara e il suo pensiero nel tempo, temi quali sostenibilità, efficienza, riduzione dei costi operativi e facilità di manutenzione sono stati centrali nelle scelte progettuali” e continua “Considerate le richieste del cliente, la scelta di unità Mitsubishi Electric per la climatizzazione è apparsa come la migliore possibile”.

Architettura e Tecnologia: in armonia con l’ambiente

Il progetto architetturale vede l’edificio estendersi su una superficie di circa 2500 mq fuori terra e 1800 mq interrati e varie strutture interne. Ci sono il “cuneo”, con una struttura classica su due livelli realizzato in cemento armato, la “rampa” che pur apparendo su un unico livello, si sviluppa da un piano salendo a quello superiore, e infine i tre “coni”, cuore dell’edificio, sviluppati su due livelli, che ospitano funzioni diverse. Per assicurare un’armonia con il paesaggio circostante, si è scelto un largo impiego del vetro, di un particolare cemento biodinamico e soprattutto rivestimenti in piastrelle con struttura diamantata, in grado di riflettere la luce in maniera differente a seconda delle stagioni, della luce del sole, dell’ora del giorno.

Per rispettare il rigore architettonico, si è lavorato per ottenere una totale integrazione con la parte tecnologica affinché gli impianti non avessero alcun tipo di impatto visivo e uditivo sull’edificio. La produzione dei fluidi caldi e freddi avviene grazie a una pompa di calore condensata ad aria di Mitsubishi Electric a marchio Climaveneta. L’aria di espulsione viene liberata attraverso griglie poste in copertura dei locali tecnici ed esternamente poco visibili, perché in posizione defilata rispetto all’accesso principale dell’edificio. Per la produzione di acqua calda sanitaria ad altissima temperatura è inoltre stata installata una pompa di calore sempre di Mitsubishi Electric. Infine, si è scelto di distribuire in ambiente il freddo con UTA, e il caldo con un sistema di pannelli radianti a pavimento, per garantire le condizioni di comfort ideali nel periodo invernale nel museo e nelle aule.

@RIPRODUZIONE RISERVATA