Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Dall’Industria 4.0 ai servizi e alla logistica: le competenze di Techedge e le tecnologie SAP al servizio delle imprese intelligenti

Novamont, SixthContinent e un importante player nel mondo della logistica: sono questi i tre case study che Techedge ha portato in scena in occasione di SAP NOW. In un mondo data driven, come nascono le Intelligent Enterprise

14 Nov 2019

Claudia Costa

Gianluigi Torchiani

Maria Teresa Della Mura

Giornalista

SAP S/4HANA Public Cloud, soluzioni per la gestione intelligente dei magazzini e delle supply chain, progetti che coniugano dati, IoT e Industria 4.0: la presenza di Techedge a SAP NOW 2019, l’appuntamento dedicato alle soluzioni, alle tecnologie, ai clienti e ai partner di SAP, si è giocata tutta nel segno delle success stories, delle esperienze progettuali reali che vanno a costruire un sempre più ricco bouquet di best practice e che di fatto sposa in pieno il tema portante sul quale è stata sviluppata la manifestazione: l’economia dell’esperienza.

Le imprese, è questo l’assunto di partenza, per avere successo in uno scenario competitivo qual è quello attuale, devono saper sfruttare tutti i dati in loro possesso per anticipare e soddisfare i bisogni di clienti, fornitori e dipendenti, offrendo loro esperienze uniche alla velocità richiesta dal consumatore moderno.

Ed è su questo leitmotiv che si sono articolate le esperienze portate in scena da Techedge.

Il caso Novamont – IoT, Industry 4.0, Innovation: quando il dato è pervasivo

Creare valore attraverso l’intelligenza, diffondere una cultura digitale per sviluppare nuovi percorsi di innovazione e creare maggior valore per le imprese: sono queste, per Novamont, le chiavi per  evolvere da un modello tradizionale di industria di processo, a un più efficace modello di Industria 4.0.

Novamont, come ha raccontato il CIO della società Marco Salvadeo, è una realtà internazionale attiva nel settore delle bioplastiche e nel settore biochimico con il marchio Mater-Bi. È una realtà complessa, costituita da da quattro siti produttivi, due centri di ricerca, sedi commerciali in Germania, Francia e Stati Uniti e un ufficio di rappresentanza a Bruxelles.

“Le nostre innovazioni – ha spiegato Salvadeo – sono il frutto di un modello di bioeconomia circolare, basato sull’uso efficiente delle risorse rinnovabili e sulla rigenerazione territoriale per contribuire alla tutela degli ecosistemi acquatici e terrestri e del capitale naturale. Partendo dalle aree locali, attiviamo bioraffinerie integrate nei territori dedicate alla produzione di bioplastiche e di bioprodotti da fonti rinnovabili concepiti per la tutela del suolo e delle acque, attraverso la riconversione di siti industriali dismessi o non più competitivi, nel rispetto delle specificità locali e in partnership con tutti gli attori della filiera”.

In questo modo si contribuisce a rigenerare aree industriali e rurali a rischio abbandono, con ricadute positive sull’occupazione e sulle economie locali, e allo stesso tempo a ridurre gli impatti ambientali. Si preservano terreni vergini dal consumo di suolo e si contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso l’efficientamento energetico degli impianti e la valorizzazione degli scarti di processo.

Su una cosa Salvadeo ha posto chiaramente l’accento: più che di prodotti, Novamont parla di “applicazioni concepite per risolvere specifici problemi strettamente connessi con la qualità di acqua e suolo. I nostri prodotti rappresentano elementi di un sistema con ricadute ben più ampie del singolo prodotto. Nascono per trovare una soluzione a specifici problemi ambientali, economici e sociali, come la gestione del rifiuto organico, la degradazione dei suoli agricoli e l’inquinamento delle acque, creando un sistema virtuoso con benefici a cascata per la collettività”.
Non è dunque un caso che il progetto sviluppato con Techedge e basato su tecnologie SAP abbia per oggetto uno dei prodotti, o meglio soluzioni, più rappresentativi di Novamont: Biobutandiolo.

Si tratta, come è ben noto, di un intermedio chimico molto usato nell’industria sia come solvente che per la produzione di plastiche, fibre elastiche e poliuretani. “Partendo da una tecnologia sviluppata da Genomatica, società californiana leader nel settore della bioingegneria, Novamont ha messo a punto una piattaforma biotecnologica che, attraverso l’azione di batteri tipo escherichia-coli opportunamente ingegnerizzati, trasforma zuccheri in biobutandiolo. Il butandiolo da fonte rinnovabile verrà utilizzato in una filiera integrata che coinvolge tre siti produttivi italiani, rivitalizzati in innovativi impianti industriali per la produzione della quarta generazione delle bioplastiche Mater-Bi, che si contraddistingue per un contenuto ancora più elevato di materie prime rinnovabili e per una riduzione delle emissioni di gas serra”.

Ed è proprio su questi impianti che si è sviluppato il progetto.

“In particolare – ha spiegato ancora Salvadeo – ci siamo concentrati su tre obiettivi: centralizzare e aggregare i dati, migliorare la velocità di execution e utilizzare i dati storici per attività di predictive maintenance e per aprire la strada a ulteriori futuri sviluppi”.

“Il progetto – ha spiegato Ilaria Paladini, Senior Manager Supply Chain & ManufacturingIndustry 4.0 in Techedge – ha richiesto cinque mesi di tempo, da giugno a dicembre dello scorso anno si è inserito in una ben più articolata strategia di Novamont in ambito IOT”.

Una strategia, come è stato mostrato, iniziata già nel 2013, con una prima definizione dello scenario e degli obiettivi, proseguita con la scelta della piattaforma e del partner di riferimento, fino ad arrivare alle fasi pilota, di rollout e implementazione, fino alla prefigurazione degli scenari futuri.

Il progetto ha previsto l’adozione della SAP Manufacturing Suite, che consente di avere pieno controllo dei processi e di tutte le fasi della produzione e soprattutto di essere in grado di gestire correttamente anomalie, possibili inefficienze, migliorando la qualità, la produttività e la gestione dei costi.

“La combinazione di SAP Manufacturing Suite e della nostra profonda competenza del settore industriale – ha proseguito Ilaria Paladini – ci ha permesso di digitalizzare anche processi di produzione di processo, integrando i sistemi aziendali, utilizzando una metodologia economica, di alta qualità ed efficiente sotto il profilo delle risorse. È una soluzione pensata per gli scenari di Industry 4.0, che consente di migliorare la visibilità sulle operation, con informazioni  raccolte in tempo reale che aumentano l’affidabilità dell’avanzamento di produzione e la tracciabilità del prodotto, grazie all’utilizzo dell’IoT”.

I benefici di business, presentati da Novamont, sono evidenti: “Un miglioramento della user experience, grazie a interfacce moderne e intuitive, sia a livello di shop floor, sia a livello di gestione dei magazzini; una maggiore efficacia nelle attività di analisi e reporting, grazie a strumenti di analytics personalizzati e intuitivi, anche su dati real-time; una accelerazione dei processi di business, sia per quanto riguarda la gestione delle transazioni, sia per quanto riguarda la gestione degli inventari e delle materie prime; una riduzione complessiva del TCO, grazie alla condivisione dei servizi e a una migliorata data governance”.

Il caso SixthContinent: semplificare il business delle società di servizi con SAP S/4HANA Public Cloud

È SixthContinent la protagonista della seconda success story presentata da Techedge a SAP NOW.

Come racconta Fabrizio Politi, fondatore della società, “con un fatturato di 50 Milioni di euro nel 2018 ed una previsione di 150 Milioni nel 2019, con oltre 700.000 utenti nel mondo, SixthContinent è una piattaforma digitale di Social-Commerce che si basa sul profit sharing attraverso la vendita di carte prepagate agli utenti con cui aumenta la capacità di acquisto delle persone, ma anche i margini di profitto delle aziende”.

Ideato da Fabrizio Politi e Francesca Roveda, SIXTHCONTINENT è basato sull’algoritmo Moderate Monetary System (noto anche come Mo.Mo.Sy.) elaborato dallo stesso Fabrizio Politi e basato sull’Equilibrio di Nash, ovvero la strategia formulata dal matematico John Nash ed applicata alla teoria dei giochi.

“I consumatori comprano le card con cui pagano beni e servizi di qualunque genere. Per ogni card acquistata l’utente guadagna crediti che contribuiscono ad aumentare sino al 25% il suo potere di acquisto da spendere nei propri Brand preferiti tra oltre 3mila.

Le aziende incrementano il fatturato e aumentano i margini grazie alle campagne pubblicitarie secondo la logica del pay per sale.

“SixthContinent genera profitti in due modi: quando stringe partnership con i clienti per l’acquisto di shopping card e quando vende spazi pubblicitari alle aziende che vogliono generare maggiori vendite. Di fatto si configura come grande gruppo di acquisto, con una piattaforma digitale che rappresenta un ecosistema completo, popolato da grandi, medie, piccole aziende e consumatori”.

Per una realtà come SixthContinent, SAP S/4HANA Cloud ha rappresentato la risposta migliore a tre problematiche non di poco conto: “In primo luogo un business in rapida crescita, che ha bisogno di una infrastruttura facilmente scalabile. In secondo luogo, un bisogno di velocità: dobbiamo andare live il prossimo mese di gennaio e di conseguenza abbiamo bisogno di acceleratori per implementare la soluzione in tempi brevi, e coinvolgere gli utenti in una piattaforma facilmente fruibile. In terzo luogo, la volontà di affidarsi a una infrastruttura collaudata e a processi standard, così come SAP garantisce”.

Conferma Alberto Cuomo, Senior Manager SAP S/4HANA Cloud Competence Center di Techedge: “SixthContinent ha visto una crescita esponenziale da 7 milioni di fatturato a 60 milioni dal 2017 al 2019 e che ha trovato in SAP S/4HANA Cloud la risposta ai requisiti di elasticità, flessibilità e agilità a supporto di un business in così forte crescita”.

Prosegue poi: “SAP S/4HANA Cloud garantisce tempi di up-time adeguati alle necessità di un business always-on, tempi di implementazione brevi, processi garantiti da standard SAP, consistenza del framework, riduzione dei costi di ownership”.

Questo significa poter affrontare i cambiamenti strategici puntando sull’innovazione, sull’intelligenza e sulla velocità.

Come evolve la gestione dei processi integrati di magazzino

Un ultimo focus, di nuovo con una attenzione specifica al mondo del manifatturiero. Techedge lo ha dedicato alla gestione dei processi di magazzino, che rappresentano un tassello importante nella crescita economica delle imprese. In questo caso, entra in gioco la soluzione EWM di SAP.

“È una soluzione – ha spiegato Ivan Pietro Terroni, Head of SAP Functional & Strategic Services in Techedge – che sta evolvendo verso un modello che integra tutti i dispositivi di magazzino, ottimizzandone la gestione”.

Anche in questo caso, Techedge ha portato la propria esperienza, forte di una success story importante, sviluppata con un grande cliente internazionale.

“Abbiamo colto l’occasione di un upgrade tecnologico per portare in azienda una nuova vision di business, spingendo sull’integrazione tra l’ERP, i PLC e tutti i dispositivi tipici di un ambiente di magazzino”, ha spiegato ancora Terroni, sottolineando come SAP EWM (Extended Warehouse Management), che fa parte della suite di soluzioni di SAP Supply Chain Management, sia di fatto una piattaforma software integrata che offre un supporto flessibile e automatizzato per l’elaborazione dei movimenti delle merci e per la gestione dell’inventario nel magazzino.

“Le funzioni integrate e i processi aziendali all’interno di questa soluzione di gestione del magazzino offrono un elevato livello di trasparenza dei processi e delle scorte, una pianificazione precisa delle fasi del magazzino, nonché una distribuzione e uno stoccaggio efficienti. SAP EWM consente di ridurre i passaggi di gestione del prodotto, di aumentare la produttività, di ridurre gli errori e di garantire un controllo più rigoroso delle scorte e degli ordini”.

Nel progetto sviluppato per il suo cliente, si è partiti, come accennato da un upgrade tecnologico per poi integrare il “classico” ERP di magazzino in un modello di magazzino automatico, introducendo non solo nuove funzionalità, “ma soprattutto una nuova visione del processo e del business”.

Obiettivo finale? “Arrivare a una nuova visione, nella quale la gestione del magazzino si integri perfettamente con i PLC e tutti i sistemi di automazione presenti ottimizzando le attività degli operatori di magazzino”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5