Industria 5.0

Persone, Sostenibilità e Resilienza tracciano il tragitto di ABB verso l’Industria 5.0

Negli ultimi vent’anni ABB ha lavorato e investito tantissimo sull’automazione, con lo sguardo fisso al ROI; impegno che le è valso il riconoscimento di “Lighthouse” dei siti di Dalmine, Frosinone e Santa Palomba. Ora emergono con forza tre nuovi elementi che si sovrappongono a quelli del 4.0: centralità delle persone, sostenibilità e resilienza. Un unicum che guarda all’ambiente, alla inclusione e alla diversità per assorbire gli impatti di eventi disruptive e restare competitiva sui mercati. 

14 Apr 2022

Claudia Costa

Centralità della persona, sostenibilità e resilienza: sono queste le nuove parole d’ordine per compiere il balzo in avanti verso l’Industria 5.0. Una transizione che ABB sta gestendo e promuovendo attivamente nelle proprie fabbriche in Italia continuando a investire nel paese e a crescere a doppia cifra.  

Trend accelerati dalla pandemia e dal contesto geopolitico in cui le aziende si trovano ad operare ormai da un paio di anni e che ABB sa cavalcare sia internamente che lungo la catena di fornitura per assicurarsi di assorbire gli impatti di eventi dirsuptive e restare competitiva sui mercati. 

A fare il punto sul modo in cui ABB sta gestendo celermente la transizione 5.0 sono i manager dei tre “Lighthouse Plant” (Fabbriche Faro) di ABB a Dalmine (Bergamo), Frosinone e Santa Palomba (Roma), durante un evento con la stampa.  

Dall’industria 4.0 al nuovo paradigma del 5.0: nuove priorità 

“Siamo cresciuti a doppia cifra l’anno scorso e continuiamo a crescere double digit anche quest’anno – afferma Massimiliano Cifalitti, Division Hub Europe Manager, Abb Electrification Smart Power, – con il paradigma dell’Industria 4.0 il mondo industriale si è concentrato su due elementi: sviluppo tecnologico e ritorno dell’investimento, due temi freddi dell’automazione”.  

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“La tendenza – continua Cifaliffi – è stata quella di utilizzare sempre più robot, automazione, riempire prodotti, processi e linee di tanti sensori, per raccogliere sempre più dati, inglobarli sul cloud e renderli disponibili su qualsiasi device. Questa è stata la parte forte del 4.0. Ma oggi siamo di fronte a una nuova evoluzione, verso la super smart society o società 5.0“.

Per cui, “se negli ultimi venti anni abbiamo lavorato sull’automazione e investito molto sul lato tecnologico guardando al ritorno economico, oggi dobbiamo esser sempre più attenti ai tre nuovi pilastri che attengono a, centralità della persona, sostenibilità e resilienza, e che si vanno a sovrapporre a quelli dell’Industria 4.0″.  

Inoltre, le turbolenze degli ultimi due anni, dalla pandemia alle tensioni geopolitiche non hanno fatto che accelerare la necessità “di cambiare le regole del gioco“.  

ABB Italia Lighthouse Plant: il progetto del MISE

Con “ABB Italia Lighthouse Plant” si identifica l’accordo relativo al progetto di ricerca e sviluppo per l’innovazione sottoscritto da Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia e Regione Lazio con l’obiettivo di intervenire sui tre siti ABB di Dalmine (Bergamo), Frosinone e Santa Palomba (Roma) dove si producono interruttori di Media e Bassa Tensione per guidare la trasformazione digitale delle fabbriche, portandole dalla configurazione di Lean Factories a quella di fabbriche strutturate dal punto di vista digitale, con investimenti rilevanti in processi, competenze e tecnologie.

Progetto che ha portato a decretarle, nel quadro del Piano Nazionale Transizione 4.0, come “fabbriche modello” per chi vuole intraprendere un percorso verso la digitalizzazione. L’ambizione di questo progetto è “essere un dimostratore reale di soluzioni digitali, un riferimento per il resto delle imprese italiane, soprattutto PMI, ed essere all’interno del gruppo il leader tecnologico”, dichiara Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager, Abb Electrification 

Il progetto proseguirà nel 2022 con l’obiettivo di ottimizzare le attività operative interne e introdurre sul mercato soluzioni sviluppate in una realtà produttiva all’avanguardia e pionieristica nei concetti di automazione, integrazione e dinamismo. Il contributo specifico che differenzia ABB da numerosi altri attori è nella capacità di testare internamente, presso i propri siti produttivi, le soluzioni per una distribuzione elettrica evoluta da proporre alle industrie italiane.  

 

La centralità delle persone: come rispondere e anticipare le esigenze della forza lavoro

L’attenzione verso il processo di digitalizzazione però non si ferma all’introduzione e all’inserimento nel mondo del business di tecnologie che fino a qualche tempo fa erano impensabili, ma si rivolge all’elemento umano, coniugando i nuovissimi trend dell’industria e del mercato con lo sviluppo di competenze sempre più mirate e favorendone una continua crescita, attraverso piani mirati.  

“In ABB la rivoluzione industriale è già una realtà – spiega Daniele Dominicis, Local Product Group Manager, Abb Electrification Smart Buildings – Ci stiamo muovendo verso un nuovo modo di intendere questo cambiamento e lo facciamo guardando alle persone, sempre al centro della nostra attenzione e ora a maggior ragione”.  

Uno dei primi pillar su cui storicamente ABB si è impegnata riguarda le competenze digitali, ambito su cui l’azienda continua ad investire con corsi di formazione prestabiliti a cui si sono affiancati percorsi e strumenti di formazione scelti da ciascun dipendente (auto-formazione continua). 

Del resto, la formazione è fondamentale per il diretto coinvolgimento nel processo decisionale tramite responsabilizzazione condivisa e diffusa attivata con strumenti di autonomia decisionale in mano ad alcuni dipendenti, “praticamente una delega distribuita per avere effettivamente l’empowerment delle persone”, che si accompagna ad un sistema premiale, per riconoscere l’operato e celebrare gli obiettivi raggiunti con iniziative di ringraziamento. 

ABB è stato uno dei primi propulsori in Italia a siglare accordi per lo smart working, già prima della pandemia. Fondamentale per il benessere psicofisico dei dipendenti e delle loro famiglie, anche il programma WHP (Workplace Health Program), che attualmente copre il 70% della forza lavoro impiegata in Italia e si articola in diversi sportelli che offrono servizi gratuiti, tra cui un servizio di supporto psicologico e uno di supporto nutrizionale. 

Altro aspetto fondamentale su cui ABB si concentra è il problema generazionale molto vivo in azienda, che affronta promuovendo programmi di mentoring che collegano lavoratori appartenenti a diverse generazioni per incentivare la contaminazione di competenze ed esperienze nell’ottica di sviluppo continuo. 

“Il 40% dei dipendenti dei nostri stabilimenti italiani è rappresentato da Millennials e dalla Generazione Z, ma attualmente nei nostri stabilimenti coesistono quattro generazioni diverse. Vogliamo che gli interessi e le esigenze di ciascuna di queste generazioni siano gestiti e che l’interazione tra loro porti valori aggiunto”, spiega Dominicis. 

 

La sostenibilità tra riduzione dei gas serra e conservazione delle risorse lungo tutta la supply chain

Quanto alla sostenibilità, l’obiettivo è di “raggiungere la neutralità delle nostre attività entro il 2030” e, allo stesso tempo, “aiutare i clienti a ridurre le loro emissioni di CO2”, dice Massimiliano Callioni, Local Division Manager, Abb Electrification Distribution Solutions. In ABB, l’approccio sostenibile al business è storico. La sostenibilità è una parte fondamentale del purpose della azienda e del valore che crea per tutti gli stakeholder. 

Per uno sviluppo sostenibile che volga lo sguardo ad un mondo più sano e più prospero oggi e per le generazioni future, occorre bilanciare le esigenze della società, dell’ambiente e dell’economia. Per raggiungere questo obiettivo, ABB incorpora questo approccio al business lungo tutta la supply chain. 

Attraverso tecnologie leader di mercato e pratiche commerciali responsabili, ABB si impegna anche a contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, di cui è sempre stata una forte sostenitrice. In particolare, si impegna a contribuire a sette SGDs: 6 (Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile delle risorse idriche e servizi igienico-sanitari per tutti), 7 (Assicurare l’accesso all’energia a prezzi accessibili, affidabile, sostenibile e moderno per tutti), 8 (Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutti), 9 (Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e promuovere l’innovazione), 11 (Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, flessibili e sostenibili), 12 (Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili) e 17 (Rafforzare le modalità di attuazione e di rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile). 

In concreto, la strategia di sostenibilità di ABB si concentra sulle aree con il maggiore impatto: creare le basi per una società a basse emissioni di CO₂, preservare le risorse e promuovere il progresso sociale, il tutto sostenuto da un forte impegno per l’integrità e la trasparenza.  

Primo pilastro: ridurre le emissioni di gas serra 

A monte e a valle della catena del valore 

Con riferimento alla riduzione delle emissioni di gas serra, primo pilastro della strategia di sostenibilità di ABB, per migliorare l’efficienza energetica e raggiungere la carbon neutrality entro il 2030, tutto parte dalla collaborazione con i fornitori: che si traduce nella mappatura di impatto e azioni, nell’ingaggio dei maggiori fornitori, e nell’integrazione degli aspetti ambientali e del codice di condotta direttamente nei contratti. 

L’impegno verso una transizione ecologica è rivolto anche ai clienti. Infatti, ABB ha l’ambizioso obiettivo di aiutarli a ridurre le emissioni annuali di CO2 di oltre 100 mega tonnellate entro il 2030. Ciò equivale alle emissioni annuali di 30 milioni di auto a combustione.  

Per farlo ABB mette a disposizione, expertise e soluzioni tecnologiche in grado di migliorare l’efficienza energetica nell’industria, negli edifici e nei trasporti, settori che insieme rappresentano quasi i tre quarti del consumo energetico globale. Ad esempio, gli azionamenti a velocità variabile per motori elettrici possono ridurre il consumo di elettricità fino al 25%.
 

L’impegno concreto di ABB

“Ma noi – continua Callioni – vogliamo anche dare l’esempio raggiungendo l’assenza di CO2 nelle nostre attività di business. Lo faremo continuando a perseguire la transizione verso le fonti di energia rinnovabile, migliorando l’efficienza energetica nelle nostre fabbriche e nei nostri siti e convertendo la nostra flotta di veicoli in modelli elettrici o privi di emissioni. Attualmente, abbiamo identificato aree che possono ridurre le emissioni di CO2 di almeno l’80% e con l’evoluzione delle tecnologie cercheremo continuamente nuove opportunità per fare di più”.

Nel 2019, il 30% dell’elettricità consumata da ABB nel mondo proveniva da fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni si attestava ad oltre il 40%, rispetto alla previsione del 2013. In Italia sin dal 2019 tutta la fornitura di energia per le sedi ABB proviene al 100% da fonti rinnovabili certificate. “Ci impegneremo anche con i fornitori per estendere il nostro impatto nella riduzione delle emissioni lungo l’intera catena di fornitura” incalza Callioni.

Migliorare l’efficienza energetica è il modo più efficace per ridurre la carbon footprint nei diversi siti ABB. Per questo l’azienda investe nell’implementazione di Energy Management Systems (EMS) per migliorare l’utilizzo di energia e creare opportunità di risparmio energetico. In Italia, in particolare, ABB ha investito in impianti fotovoltaici, sistemi di monitoraggio dell’energia e punti di ricarica nei maggiori siti italiani. 

ABB Italia punta anche alla totale elettrificazione della flotta aziendale entro il 2030, incoraggiando i dipendenti a scegliere un mezzo più sicuro, intelligente e sostenibile. Sono previsti incentivi per l’installazione di stazioni di ricarica ABB per tutti gli assegnatari di auto aziendali e un accordo per facilitare l’accesso alla ricarica elettrica per tutti i dipendenti. La car policy italiana, valida da aprile 2021, offre una lista di auto che include il 65% di auto plug-in o full electric. Dal suo lancio, il 58% delle nuove auto assegnate è una plug-in o full electric. L’infrastruttura di ricarica ABB comprende oggi 48 stazioni in diversi siti ABB, nel corso del 2022 è prevista l’installazione di ulteriori 52 stazioni di ricarica. 

Il caso di Dalmine che ha massimizzato l’efficienza energetica

Un esempio di eccellenza riguarda il sito di Dalmine che dimostra come la transizione energetica possa avvenire in modo sostenibile con la gestione digitale della distribuzione di energia. Grazie all’impianto fotovoltaico (potenza 900 kWp, circa 20% fabbisogno di energia annuo) e alla tecnologia industriale ABB installata, che comprende la soluzione ABB Ability Energy e Asset Manager (sistema di monitoraggio dell’energia), si ha visibilità in tempo reale dell’utilizzo dell’energia e dello stato di efficienza delle apparecchiature del sistema di distribuzione elettrica.

La caratteristica della soluzione installata permette di ridurre l’uso di energia e massimizzare l’efficienza energetica, riducendo i costi operativi e le emissioni di CO₂. Inoltre, con 8 punti di ricarica per veicoli elettrici comprensivi di un punto di ricarica per tir e camion elettrici e un assessment per stimare le emissioni di gas serra del sito durante il ciclo produttivo, l’obiettivo è di ridurre le emissioni di almeno l’80% entro il 2030. 

 

Secondo pilastro: economia circolare per conservare le risorse 

Per preservare le risorse della terra oggi e per le generazioni future, ABB sta adottando i principi dell’economia circolare nella catena del valore in modo ancora più sistematico, riducendo i rifiuti, aumentando il riciclo e la riutilizzabilità dei materiali, e rendendo i prodotti più durevoli. 

Entro il 2030, almeno l’80% dei prodotti e delle soluzioni ABB seguiranno un approccio circolare nell’ottica di ridurre gli sprechi e portare a zero i rifiuti industriali da smaltire in discarica, laddove ciò sia compatibile con le condizioni e le normative locali. Oggi, quasi il 40% dei siti ABB ha già smesso di inviare rifiuti alle discariche. 

Questo risultato è stato possibile grazie alla politica di circolarità che prevede, quando possibile, il riciclo e la rifabbricazione dei prodotti, garantendo al contempo gli stessi livelli di qualità, prestazioni, durata e sicurezza.

Per raggiungere obiettivi che sposano le logiche dell’economia circolare, ABB ha realizzato molte pratiche pilota, come: migliorare l’utilizzo efficiente delle risorse; fornire ai clienti soluzioni circolari; promuovere l’innovazione del modello di business circolare; collaborare con fornitori e clienti per promuovere la transizione verso un’economia più circolare.

Entro il 2030, ABB si propone di migliorare sistematicamente la circolarità nella catena di fornitura attraverso il quadro di sostenibilità dei fornitori, che si concentra sulle prestazioni ambientali, sociali e di governance. 

 

Case history: il completo riutilizzo degli scarti di lavorazione 

In Italia lo stabilimento di Frosinone ha già raggiunto nel 2020 l’obiettivo di zero rifiuti industriali in discarica, ottenendo il riconoscimento Zero Waste to Landfill con 15 anni di anticipo sulle direttive dell’Unione Europea.  

Riconoscimento che è stato raggiunto attraverso una serie di misure: formazione del personale riguardo la corretta gestione dei rifiuti e dell’importanza della compliance ambientale di business; 150 contenitori di rifiuti per le diverse tipologie di CER; strutturazione del business improntato all’economia circolare; attività operative smart, digitalizzate e connesse che aumentano l’efficienza in tutta la catena del valore.  

Risultato finale: oltre il 99,5% dei rifiuti inviati al processo di recupero nel 2020 nel sito di Frosinone e nel 2022 nei siti di Dalmine e Santa Palomba. 

 

Terzo pilastro: il progresso sociale all’interno dei valori ESG

I criteri Environmental, Social and Governance (ESG) sono utilizzati per valutare investimenti responsabili non solo nei riguardi della gestione finanziaria della propria impresa, ma anche ponendo attenzione su aspetti di natura ambientale, sociale e di governance. 

In questo senso, ABB si impegna a creare ambienti di lavoro sicuri, giusti, equi e inclusivi in cui le persone possano avere successo e svilupparsi. Per garantire un progresso continuo in materia di salute e sicurezza, ABB mira ad una riduzione sostanziale degli incidenti. E per farlo, monitora costantemente gli indicatori relativi a incidenti e infortuni e promuove la partecipazione attiva del personale nell’individuare le aree di miglioramento ancor prima che si verifichino eventi critici. 

Nel tavolo di lavoro su diversità e inclusione, entro il 2030 ABB si prefigge l’obiettivo di portare la percentuale di donne che ricoprono una posizione di leadership al 25% entro il 2020 (al momento è del 15%), di facilitare l’accesso al lavoro delle persone con disabilità e di aumentare il livello di coinvolgimento dei dipendenti, di modo che diventi uno standard del settore. 

Ma la responsabilità sociale di un’azienda davvero sostenibile non si esaurisce nel perimetro interno, al contrario si deve riflettere anche nella comunità e in particolare nella comunità del territorio in cui l’azienda opera. Nelle comunità in tutto il mondo, ABB sta rafforzando l’impegno a lungo termine per il coinvolgimento della società civile fornendo un forte supporto attraverso tre pilastri: istruzione, diversità e inclusione e supporto nei territori in cui opera.  

 

Progresso sociale: alcune iniziative del 2021 

Oltre all’attenzione al tema dei diritti umani ABB si impegna a promuovere il progresso sociale nonché a guidare più ampie performance ambientali, sociali e di governance. Impegno che ABB ha concretizzato già da diverso tempo, attraverso iniziative quali la partnership in essere dal 2002 con l’organizzazione no-profit Junior Achievements, per sostenere l’imprenditorialità e il futuro lavorativo dei ragazzi delle scuole superiori, attraverso metodi e programmi didattici pratici ed esperienziali con il coinvolgimento attivo di dream coach aziendali. 

In collaborazione con l’Università di Genova, ABB ha promosso un’iniziativa che premia talento e visione del futuro attraverso il Premio di Laurea intitolato al collega GB Ferrari. Nel 2021 ABB Italia ha sostenuto l’evento di volontariato ambientale “Puliamo il mondo”, Giornata Nazionale promossa da Legambiente. Ha collaborato per la realizzazione del Bosco della Memoria a Bergamo per ricordare le vittime di Covid-19. Ha partecipato al primo hackathon solidale a sostegno dell’Associazione il Balzo, circolo ARCI operativo nel quartiere milanese di Baggio che si occupa di aiutare le persone più fragili a livello educativo e sociale. 

 

I pilastri della resilienza per la competitività e la continuità del business

Con “resilienza” si intende la capacità delle fabbriche di resistere a shock esterni che possono colpire tutta la catena del valore e che ora più che mai è soggetta ad una grandissima imprevedibilità della domanda. Di fronte ad una variabilità che si è amplificata in modo esponenziale, le fabbriche devono continuare a servire i clienti. 

“Già da diversi anni lavoriamo sulla resilienza delle nostre catene di fornitura, per renderle in grado di assorbire shock esterni. Questo ci ha permesso di registrare, nonostante le difficoltà degli ultimi due anni, e di registrare una crescita a doppia cifra”, racconta Cifalitti. 

“Per rendere le nostre unità resilienti, da diversi anni spingiamo su quella che chiamiamo la double sourcing o doppia provenienza, il che implica il passaggio da un unico fornitore globale a più fornitori alternativi che producono lo stesso componente necessario alla produzione”.  

Non si tratta semplicemente di aziende diverse, ma di aziende che si trovano in Paesi diversi in modo che se la catena di fornitura si dovesse interrompere per un evento improvviso che riguarda quel Paese o quell’azienda, l’azienda ha comunque le risorse necessarie alla produzione. 

Per lo stesso motivo, ABB ha creato delle fabbriche gemelle che producono gli stessi prodotti con gli stessi standard di qualità, nei tre continenti e che fanno leva su un processo di osmosi aiutandosi a vicenda: in pratica, si fa leva sulla capacità globale del sistema azienda. 

Ma non solo, perché ABB persegue la flessibilità anche nell’organizzazione del lavoro all’interno degli stabilimenti. “Spingiamo verso un’organizzazione agile di modo che possa in modo proattivo prevedere e anticipare i problemi e immediatamente creare task force multifunzionali per aggredire il problema – prosegue Cifalitti – Parlavamo dello tsunami dei microprocessori: in questo caso, abbiamo messo in piedi un team interfunzionale con 25 ingegneri per riprogettare le schede elettroniche critiche che potevano essere impattati da questa turbolenza”. 

Non da ultimo, la grande collaborazione con le parti sociali. ABB ha attivato sistemi di flessibilità per aggiungere e sottrarre turni lavorativi con reattività. “Tutto ciò ci ha permesso di avere fabbriche non fragili e mantenere una crescita double digit”.

La conclusione a cui arriva Cifalitti, anche alla luce di tutti i temi emersi è che ormai è una prerogativa riuscire a fornire risposte quasi in tempo reale ai consumatori; per farlo, occorre distribuire la responsabilità a persone che si identificano con i valori dell’azienda. Per un’impresa agile e flessibile servono persone “empowered” che abbiano la voglia e la competenza di assumersi anche dei rischi sbaragliando l’organizzazione gerarchica. Tutto parte dalle attitudini e dalla didattica.

Immagine fornita da Shutterstock

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Claudia Costa

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