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Digital Servitization

Le competenze sono la chiave per l’avvento della Digital Servitization

Nel corso di un workshop ASAP organizzato a Brescia sono stati presentati i principali risultati di un Focus Group che ha visti coinvolti oltre 40 tra CEO, direttori service ed HR manager

04 Mar 2019

Theoni Paschou

Federico Adrodegari

Ricercatore post-doc presso il Laboratorio RISE dell’Università degli studi di Brescia

Mario Rapaccini

Cosimo Barbieri

Come molte delle trasformazioni in atto, la digital servitization, sembra creare una forte discontinuità con il passato. Questo anche, e soprattutto, in termini di competenze. Pare quindi cruciale, per superare questo gap, identificare quali siano le figure professionali più ricercate dalle imprese e quali siano le competenze che ciascuna figura deve possedere.

Al fine di supportare le aziende in questa comprensione, ASAP, ha sviluppato una pluriennale ricerca che si è proposta di dare risposta ad alcune domande chiave quali:

  • Quali sono le competenze per la trasformazione digitale delle imprese? Quali i nuovi ruoli?
  • Come cambiano le esigenze del Service department? Quali sono le principali sfide?
  •  Come cambiano i modelli di reclutamento e formazione? Come rendere efficace la riqualificazione del personale esperto?
    Alcune possibili risposte a queste domande sono state oggetto del workshop ASAP organizzato lo scorso 27 febbraio a Brescia. Durante l’evento sono infatti stati presentati i principali risultati del Focus Group ASAP che ha visti coinvolti oltre 40 tra CEO, direttori service ed HR manager e le principali evidenze di una più ampia indagine che ha viste coinvolte oltre oltre 150 aziende.

Durante l’evento, dopo una breve introduzione ai lavori del prof. Nicola Saccani, Federico Adrodegari ha parlato dell’evoluzione del concetto di Digital Servitization, quale lo sviluppo di nuovi servizi mediante lo sfruttamento dei dati, e come il tema delle competenze possa costituire un ostacolo sempre più rilevante per sviluppare un’offerta sempre più incentrata sui servizi.

I risultati della Ricerca ASAP

La discussione è quindi entrata nel merito dell’argomento quando Theoni Pascou ha presentato i risultati della ricerca ASAP che, basandosi su uno studio preliminare della letteratura, i casi di studio svolti con 25 aziende leader nei rispettivi settori e le evidenze della survey, ha messo in evidenza come:

  • Il fenomeno della Digital Servitization sia in atto ma i cambiamenti fino aggi siano limitati;
  • Esiste per la maggior parte delle aziende un importante gap da colmare tra l’importanza e la presenza delle competenze utili alla Digital Servitization (Figura 1);
  • Problem solving, analisi dati e team working risultano essere le competenze più importanti;
  • Chief technolgy officer, data scientist, service architect sono solo alcuni dei ruoli che ogni azienda dovrebbe avere per supportare la trasformazione;
  • Una maggiore comunicazione tra le differenti funzioni aziendali sia indispensabile per mettere in atto simili cambiamenti.

Con particolare riferimento al gap di competenze da colmare per le aziende, Mark Homer di ServiceMax ha quindi indicato come una possibile risposta al problema possa essere un giusto bilanciamento tra professionisti altamente specializzate e tecnici freelancer.

Come si può implementare concretamente la Digital Servitization

L’evento si è concluso con la tavola rotonda moderata dal prof. Mario Rapaccini e che ha visto coinvolti Antonio Caizzi, Director Technical Support Service di IBM Italia, che ci ha spiegato come è riuscito a gestire la trasformazione digitale della loro proposta di servizi mediante l’impiego e la formazione di manodopera altamente specializzata; Gianfranco De Feo, Senior Advisor di Pietro Fiorentini S.p.A., azienda manifatturiera che, con un piano di acquisizioni mirato di aziende altamente specializzate in ambito Digital e non solo, è riuscita nel giro di 10 anni ad incrementare il proprio livello di fatturato legato ai servizi dal 3% al 27%; Paola Liberace, responsabile di Vetrya Accademy, che ha sottolineato quanto sia importante che le aziende infondano la cultura del ri-apprendimento ai propri dipendenti; Umberto Frigelli, Coordinatore Nazionale Centro Ricerche – AIDP e docente di psicologia del lavoro presso la Cattolica, che ha concluso il giro di presentazioni suggerendo alla platea di non concentrarsi solo sulle che competenze che servono adesso ma anzi quelle di domani e quindi avere una visione di più lungo termine.

Il workshop ha quindi offerto una serie di spunti molto interessanti ai partecipanti che possono essere così riassunti:

  • una strategia di trasformazione e crescita trainata dall’offerta di servizi avanzati digitali (“digital servitization“) richiede interventi di sviluppo organizzativo e creazione di competenze nuove per l’impresa manifatturiera;
  •  lo sviluppo di nuove competenze si può conseguire tramite alleanze e partnership e/o tramite acquisizione di software house
  • il tecnico è sempre figura chiave per l’erogazione di questi servizi, e deve essere coinvolto e messo al centro dei processi di reskilling (potere, razionalità, emozioni);
  • on-boarding dei millennials va progettato considerando i differenti bisogni (flessibilità), gli aspetti socio-culturali (es. GIG economy, freelance, imprenditività, soft skills) e gli strumenti digitali tipici di ogni generazione, il cui impiego può facilitare l’accesso e l’integrazione di competenze e conoscenze.
  • il problem solving creativo e co-creativo sarà sempre la competenza chiave.

Ulteriori informazioni sull’evento di Brescia sono disponibili a questo indirizzo. 

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