Canon Point of View

Interior design e stampa digitale: come cambia la comunicazione visiva

Il mercato della comunicazione visiva non è più lo stesso di prima: oggi la stampa digitale diventa l’alleato cruciale di designer e architetti per rispondere alle esigenze dei clienti e rivoluzionare l’interior design. Ne parliamo con Marco Dusi, Product Groups Marketing Manager di Canon Italia

Pubblicato il 12 Feb 2024

Quando si parla di carta da parati e rivestimenti murali la mente viaggia e viene catapultata negli anni Settanta, in quel controverso decennio che ha avuto, sì, il merito di traghettare il mondo verso una nuova epoca di invenzioni e consapevolezza, ma di certo non ha brillato per un interior design sofisticato. Ci si ritrova improvvisamente a ricordare antiche tappezzerie polverose, disordinate e di scarso valore, poco pratiche e confusionarie.

I trend d’arredo, però, sono cambiati molto in questi anni e il mondo delle carte da parati e delle stampe è protagonista di una vera e propria trasformazione ed evoluzione. Oggi i rivestimenti sono un mezzo per esprimere genialità e forza creativa. La maggior parte dei progetti, dal retail all’hôtellerie, accoglie grafiche esclusive e decori innovativi, spesso disegnati personalmente da architetti e designer per dare carattere agli ambienti. Con buona pace anche per gli amanti dei Seventies, reinterpretati in modo gradevole con colori accesi, forme organiche e decori optical.

La chiave di volta sta tutta nella tecnologia di stampa, che ha fatto un rapido balzo in avanti mettendo a disposizione dei professionisti prodotti unici, personalizzabili e a prezzi competitivi.

Creatività e personalizzazione di massa? Servono nell’interior design

Dare libero sfogo alle proprie passioni attraverso il decoro murale e il rivestimento delle superfici d’arredo rappresenta, quindi, una delle grandi possibilità offerte dall’interior design contemporaneo. Tra i player del settore, Canon si distingue proprio perché abbraccia le nuove opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, considerando la stampa come un’esperienza che abbraccia tutti gli attori della filiera e conta su un potenziale di personalizzazione più forte di quanto si pensi: in due parole Total Experience e Mass Personalization. Ma cosa significano questi due concetti?

Oggi gli stampatori devono essere pronti a fornire un servizio ampio e personalizzato, attrezzandosi per creare soluzioni integrate tra diverse applicazioni di stampa e nuove tecniche, sviluppando al contempo le giuste competenze. “I clienti puntano a rivolgersi a un solo fornitore che soddisfi buona parte delle necessità di produzione legate alla stampa”, afferma Marco Dusi, Product Groups Marketing Manager di Canon Italia, “per questo le parole chiave per noi sono due: convergenza e personalizzazione. Abbiamo così strutturato la nostra offerta puntando su Total Experience e Mass Personalization. Se con la prima intendiamo una strategia che crea esperienze condivise fra i diversi protagonisti – nell’acquisto e nell’interazione con il brand – con la seconda parliamo di un modello di business in cui il cliente è al centro del processo creativo di oggetti unici, realizzati a costi contenuti e con estrema velocità”.

Interior design su misura con ampia scelta di supporti

Il design d’interni può quindi contare su un’ampia gamma di opportunità inedite. Con le nuove stampanti della serie Colorado e Arizona di Canon, ad esempio, è possibile realizzare wrapping personalizzati per rispondere alla richiesta di servizi su misura. Senza trascurare rapidità e facilità di acquisto in qualsiasi momento.

Le produzioni di stampe specializzate possono essere portate a termine non solo con ampie tirature ma anche a bassi volumi: così come Canon offre la possibilità di realizzare libri e riviste con il servizio “Book On Demand” – una vera rivoluzione nel mondo dell’editoria – così è in grado di creare allestimenti personalizzati e custom nel design d’interni. “Spesso sono proprio i nostri clienti a farci scoprire applicazioni inaspettate create con le nostre macchine – commenta Dusi – non c’è limite alla creatività con Canon”.

La scelta tra supporti e materiali è davvero ampia e spazia dal vetro al metallo, dal legno al plexiglass, dalla similpelle fino alla tela. Le idee di decor contemporaneo, infatti, non si riferiscono più solo alle classiche carte da parati ma comprendono una varietà di supporti differenti, accomunati da proprietà ben precise: devono essere durevoli, non sbiadire e resistere ai graffi; la loro installazione ideale deve essere facile così come la loro rimozione; la qualità richiesta è di alto livello, per cui ogni pannello deve rispettare coerenza e continuità cromatica, insieme a una perfetta stabilità dimensionale.

Tecnologia applicata a progetti concreti

Come sottolineato da Dusi, Canon ha già avuto modo di lavorare al fianco di designer e architetti per realizzare progetti concreti di arredo: “abbiamo preso parte alla Design Week 2023 con un progetto chiamato A Casa Ovunque – racconta – mostrando come rivoluzionare gli spazi abitativi e di lavoro con le nostre tecnologie, capaci di arricchire la vita delle persone potenziandone la creatività”. I visitatori sono stati guidati alla scoperta delle soluzioni per la stampa di grande formato Canon progettate per consentire ad architetti, designer e stampatori di realizzare carte da parati, rivestimenti personalizzati e complementi d’arredo unici.

La rivoluzione Canon ha voluto prestare grande attenzione anche al mondo della scuola. Grazie alla collaborazione con Grafox, è nato il progetto Grafox School: l’obiettivo è personalizzare e rinnovare gli ambienti scolastici per dare agli istituti una nuova immagine, coinvolgendo gli studenti per creare disegni, decori e grafiche e conferire così agli spazi una nuova dimensione visiva e didattica. Per Canon la scuola del futuro non ha più anonimi muri bianchi ma creatività e colore.

Per approfondire ulteriormente l’argomento ascolta il podcast Canon dedicato: ai microfoni Marco Dusi, Product Groups Marketing Manager di Canon Italia, con la moderazione e gli insight della giornalista di architettura e design Chiara Scalco.

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